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Sette canne e un vestito: la SNIA Viscosa vista da Michelangelo Antonioni a Lagunamovies

ConSequenze
[img_assist|nid=8670|title=|desc=|link=none|align=left|width=130|height=130]Grado (GO) – Nella serata dedicata a due fra ultime produzioni realizzate dalla Cineteca del Friuli, ideate e curate da Gloria De Antoni, martedì 14 agosto, Lagunamovies renderà omaggio al maestro Michelangelo Antonioni con la proiezione di Sette canne e un vestito, piccolo capolavoro di grande forza espressiva e impegno figurativo, girato nel ’49 dal grande regista sulla lavorazione del rayon a Torviscosa. Restaurato nel ’94 dalla Cineteca del Friuli, a partire da una pellicola infiammabile conservata da Enea Baldassi presso la Snia Viscosa e successivamente dalle Industrie Chimiche Caffaro), il documentario è inserito nel Dvd Il paesaggio friulano nel documentario cinematografico, pubblicato dalla Cineteca, e sarà presentato martedì 14 agosto, nel corso della serata di Lagunamovies Cartoline dal grande schermo, dalle 21 presso la Diga Nazario Sauro (in caso di maltempo al Parco delle Rose). Di questo lavoro Antonioni aveva curato pure il soggetto, la sceneggiatura e il montaggio. Il documentario ha come tema la lavorazione del rayon o seta artificiale (usato dall'industria dell'abbigliamento da solo o misto a lana, seta, cotone) a Torviscosa, quando la SNIA Viscosa (Società Nazionale Industria Applicazioni Viscosa), attraverso la ristrutturazione del ciclo produttivo della fabbrica e un enorme sforzo di riorganizzazione e adattamento alla differente situazione economica, aveva da poco ripreso la produzione dopo le pesanti distruzioni causate dai bombardamenti aerei del 1944 e 1945. Sette canne, un vestito fa parte del piccolo gruppo di documentari girati da Antonioni (che qui si firma "Michelangiolo") all'inizio della sua carriera: Gente del Po, cominciato nel 1943 e finito nel 1947; N.U.(Nettezza urbana) (1948); L'amorosa menzogna (1948-1949); Superstizione (1949). Pur presente nell'archivio storico della Snia Viscosa di Torviscosa (poi Chimica del Friuli e Industrie Chimiche Caffaro), conservato da Enea Baldassi assieme a tutti i documenti cinematografici, fotografici e sonori riguardanti la celebre industria della Bassa friulana, questo documentario fu riscoperto e valorizzato grazie alla Cineteca del Friuli nella primavera del 1994, presso la quale la pellicola originale è stata depositata. Poco dopo, in un laboratorio olandese, è stata trasferita dall'instabile e pericoloso nitrato di cellulosa (un composto chimico più noto come celluloide, simile - tra l'altro - al composto da cui veniva ricavato il rayon della SNIA Viscosa) al più sicuro acetato. Durante il Festival di Taormina di quello stesso anno è stato proiettato alla presenza di Antonioni, che non lo rivedeva da più di quarant'anni.