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Trento

AlmaLaurea 2013: i laureati di Trento e il lavoro

Info articolo
Etichetta:
CumLaude

TRENTO - Il XV Rapporto AlmaLaurea sulla condizione occupazionale dei laureati ha coinvolto a livello nazionale oltre 400mila laureati di tutte e 64 le università aderenti al Consorzio.

Il Rapporto sarà discusso da autorevoli studiosi, ricercatori e rappresentanti del mondo del lavoro a livello europeo e del bacino del Mediterraneo all’Università Ca’ Foscari di Venezia martedì 12 marzo 2013 al convegno Investire nei giovani: se non ora quando?. Le conclusioni saranno affidate a Ignazio Visco, Governatore della Banca d’Italia.

Pietro Ricchi a lume di candela. L'Inviolata e i suoi artefici

Scheda evento

Descrizione:

Le novità emerse sull’attività francese di Pietro Ricchi (Lucca 1606 – Udine 1675) hanno fornito l’occasione per riaprire gli studi sull’artista e sul suo capolavoro, la decorazione dell’Inviolata di Riva del Garda.
L’iniziativa espositiva che il Museo intende realizzare, presentando al pubblico alcune opere poco note del Lucchese, documenta inoltre le fasi evolutive della fabbrica del santuario rivano, ponendo l’attenzione sull’origine del modello architettonico, che le fonti riferiscono inviato da Roma, e sugli artefici del cantiere.
Questo approfondimento su Pietro Ricchi inaugura un ciclo di esposizioni dal titolo In Pinacoteca. Ricerche di Storia dell’arte, che intende puntare l’attenzione su singole opere o temi della collezione permanente della Pinacoteca del MAG.

Dopo un intenso, seppur breve, soggiorno a Roma, all’età di 23 anni Pietro Ricchi (1606-1675), pittore di origine lucchese, matura la decisione di lasciare la patria, insieme al fratellino di nove anni e ad un compagno, per recarsi in Francia. La conoscenza della produzione del periodo francese, ancora poco nota e scarsamente documentata – se non per le due importanti decorazioni ad affresco recentemente riscoperte nei due castelli di Fléchères a Fareins e di Bagnols a Bagnols-en-Beaujolais – si arricchisce ora di un importante tassello: si tratta della tela raffigurante Ester che sviene davanti ad Assuero della Galerie Canesso di Parigi, collocata ab antiquo in una collezione privata di Lione, opera in cui il giovane pittore sfrutta brevi e densi tocchi di luce per restituirci la preziosità dell’abbigliamento della giovane ebrea.

Le novità emerse sull’attività francese hanno fornito l’occasione per riaprire gli studi sull’inquieto artista che, lasciata la Francia temendo un possibile ordine di carcerazione a seguito di un duello in cui viene coinvolto, riprende il suo peregrinare alla volta della Lombardia, per poi approdare a Riva del Garda, dove è chiamato a completare la decorazione dell’Inviolata di Riva del Garda, lasciata interrotta da Antonio Gandino e da Martino Teofilo Polacco. Altra opera capitale di Ricchi, legata al convento rivano dei Gerolimini, è la splendida Ultima cena del MAG, ambientata in una stanza buia rischiarata dalle candele sapientemente collocate sulla tavola imbandita. Da qui l’idea di valorizzare il tema della pittura ‘a lume di candela’ molto amata dal Lucchese, con un approfondimento che inaugura una serie di esposizioni dal titolo In Pinacoteca. Ricerche di Storia dell’arte, curata da Marina Botteri, che intende puntare l’attenzione su singole opere o temi della collezione permanente.
All’interno della nutrita serie di scene a lume di candela, di lontana derivazione caravaggesca, dipinte da Pietro Ricchi, sono stati scelti per la mostra alcuni pezzi esemplari sia per la tematica profana, tra cui i Giocatori di morra (Parigi, Galerie Canesso), che religiosa, quale la splendida Giuditta con la testa di Oloferne del Castello del Buonconsiglio. Esempi significativi della capacità di Ricchi di creare impalcature illuministiche a partire dal flebile chiarore di una candela si ritrovano pure nei dipinti dell’Inviolata, in particolare nella Flagellazione di Cristo e nell’Incoronazione di spine, che fiancheggiano l’altare del Crocifisso. Figureranno in Pinacoteca anche alcuni dipinti che, pur non rischiarati dal ‘lume di candela’, sono caratterizzati da un forte impianto luministico. Ciò è evidente ad esempio nel Riposo durante la fuga in Egitto del Castello del Buonconsiglio di Trento, delicata scena familiare ambientata in una notte buia, illuminata da un bagliore innaturale puntato, come fosse un riflettore, sul nodo emozionale più intenso.

L’iniziativa espositiva documenta inoltre le fasi evolutive della fabbrica del santuario rivano dell'Inviolata, uno degli esempi artistici postconciliari più significativi in Trentino, nato per volere della famiglia Madruzzo, che desiderava custodire, entro un edificio sfarzosamente decorato, l’immagine miracolosa della Madonna con il Bambino, divenuta meta di ardenti pellegrinaggi. Il modello della fabbrica viene riferito dalle fonti ad un misterioso «architectus lusitanus», dimorante a Roma. La struttura del tempio in realtà riprende antichi archetipi, essendo impostata sulla pianta centrale e sulle geometrie del quadrato e dell’ottagono, forme ampiamente sperimentate nelle architetture dei maestri rinascimentali. Appare quindi assai suggestiva l’ipotesi che il cardinale Carlo Gaudenzio Madruzzo, uno dei più convinti sostenitori del progetto rivano, e particolarmente legato al culto mariano, abbiamo subìto il fascino del modello della chiesa di Santa Maria di Loreto presso il Foro Traiano di Roma, eretta su progetto di Antonio da Sangallo il Giovane nella prima metà del Cinquecento, ma ancora cantiere aperto agli inizi del secolo successivo. Per la realizzazione di quest’«archetipum» colto vengono però chiamati artisti e maestranze attivi nei cantieri bresciani che, in un tempo relativamente breve, saranno in grado di completare la costruzione dell’edificio sacro.

Data_inizio:
Sab, 06/29/2013 - 18:30
Data_fine:
15.09.2013 - 18:00
Info
Quando:
Dal 30 giugno al 15 settembre 2013
Quando2:
Location:
MAG, Piazza C. Battisti, 3/A - Riva del Garda (TN)
Location breve:
MAG - Riva del Garda (TN)
A cura di:
Marina Botteri, Cinzia D'Agostino
Artisti:
Pietro Ricchi
Vernissage:
sabato 29 giugno, alle ore 18.30
Orario:
da marzo a novembre 10.00 – 18.00 (lunedì chiuso) giugno, luglio, agosto e settembre aperto tutti i giorni
Ingresso:
Biglietto intero ?Museo, compresa salita al Mastio, € 3,00 Biglietto intero Torre Apponale € 2,00 ?Biglietto Ridotto (?€ 1,50 Museo, € 1,00 Torre Apponale) per persone dai 15 ai 26 anni e oltre i 65 anni
Contatto:
MAG
Tel.:
+39 0464573869
Tel.:
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Eventi:

Province:

Sezione:

Andata e ricordo - Souvenir de Voyage

Scheda evento

Descrizione:

La mostra si apre con Tempo di viaggio, un racconto per immagini del grande regista russo Andreij Tarkovsky che nel 1983 compiva il suo Grand Tour accompagnato dal poeta e sceneggiatore Tonino Guerra. Un modo di viaggiare, quello di Tarkovsky e Guerra, che non cedeva alle tentazioni della memoria, ma che raccoglieva immagini per appropriarsi di se stessi e del mondo.

 

Data_inizio:
Ven, 06/21/2013 - 19:00
Data_fine:
08.09.2013 - 19:00
Info
Quando:
Dal 22 giugno all'8 settembre 2013
Location:
Mart, Corso Bettini 43 - Rovereto (TN)
Location breve:
Mart - Rovereto (TN)
A cura di:
Mario Airò, Giuseppe Armenia, Henri Béchard, Frères Bisson, Domenico Bresolin, Luca Campigotto, Giacomo Caneva, Martin Chambi, Giuseppe Cimetta, Vittorio Corsini, Louis De Clercq, Giulio Delvè, Paola Di Bello, Rä Di Martino,
Benvenuto Disertori, Maxime Du Camp, Marcello Dudovich, Andrea Facco, Tano Festa, William Henry Fox Talbot, Francis Frith, Maurizio Galimberti, Luigi Ghirri, Meri Gorni, Alice Guareschi, Elisabeth Hölzl, Emilio Isgrò, Ketty La Rocca,
Herbert List, Robert MacPherson, Hiroyuki Masuyama, Sabrina Mezzaqui, Lorenzo Missoni, Bruno Munari, Carlo Naya, Maria Elisabetta Novello, Julio Paz, Domenica Riccardo Peretti Griva,
Antonio Fortunato Perini, Petri Paselli, James Robertson, Filippo Romoli, Sara Rossi, Alessandro Ruzzier, Francesco Satta, Carlo Baldassare Simelli, Florian Slotawa, Giorgio Sommer, Andrei Tarkovsky, Davide Tranchina, Patrick Tuttofuoco, Luca Vitone C. &
Vernissage:
venerdì 21 giugno, alle ore 19.00
Orario:
mar-dom 10.00-18.00 ven 10.00-21.00.
Ingresso:
Intero 11 Euro. Ridotto: 7 Euro. Gratuito fino ai 14 anni
Contatto:
Mart
Tel.:
0464438 887
Tel.:
Numero verde 800 397 760
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Eventi:

Province:

Sezione:

Andata e ricordo. Souvenir de voyage: lo sguardo del turista in mostra al Mart di Rovereto

Info articolo
Etichetta:
E20

Rovereto (TN) - Inaugura venerdì 21 giugno 2013 al Mart di Rovereto Andata e ricordo - Souvenir de Voyage, una mostra  che mette in relazione lo sguardo del turista e lo spazio del turismo.

Abdallah Khaled - Tobia Ravà: Sentieri di pace

Scheda evento

Descrizione:

La mostra presenta opere dell’artista veneziano di cultura ebraica Tobia Ravà e dell’artista algerino di cultura islamica Abdallah Khaled e si riallaccia alla grande esposizione allestita presso la Mole Vanvitelliana di Ancona nel 2002 ed all’esposizione Fondamenta di pace, allestita nel 2003 a Villa Benzi – Zecchini a Caerano San Marco (TV) in cui erano presenti anche l’artista israeliana Hana Silberstein e l’artista iraniano Nader Khaleghpour. Le opere eseguite a quattro mani da Ravà e Khaled hanno per tema la pace, argomento di scottante attualità politica, vista la situazione internazionale e il difficile rapporto tra ebrei e musulmani.

All’interno delle opere sono presenti le parole “salam” e “shalom”, “pace” in arabo ed ebraico. “Salam” e “salom” nelle lingue semitiche araba ed ebraica, hanno radici comuni, nascono da una stessa matrice semantica. I due artisti intendono dimostrare che attraverso un confronto culturale e artistico, non solo il dialogo è possibile, ma si può anche realizzare la convivenza e addirittura la collaborazione per un fine comune. Se la religione sembra dividere, con l’arte si vogliono gettare le fondamenta per costruire su nuove basi una pace durevole, affinché di questo sentimento sia permeato ogni gesto e ogni discorso.

La collaborazione tra Tobia Ravà, veneziano di cultura ebraica, e l’artista algerino Abdallah Khaled risale al 2002, allorquando l’agenzia pubblicitaria americana DDB invita i due artisti a eseguire un’opera grafica a quattro mani che poi è stata donata a tutti i loro clienti e ad organizzazioni internazionali come l’ONU e l’UNESCO. Nacque così l’opera Scoppio di Pace, quale evento deflagrante in positivo, quanto mai auspicabile in un mondo che si definisce civile. Da questa felice esperienza sono quindi nate in rapida successione altre opere sul medesimo tema che sono state esposte recentemente – accogliendo numerosi consensi dalla critica e dal pubblico - alla mostra personale di Tobia Ravà Memoria del Futuro (promossa dalla Comunità Ebraica di Verona, allestita presso la Fondazione Museo Miniscalchi Erizzo di Verona in occasione della IV Giornata Europea della Cultura Ebraica, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, il Ministero dei Beni Culturali, Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, con il Patrocinio della Regione Veneto, Provincia e Comune di Verona, alla mostra tuttora in corso presso la Galleria L’Occhio di Venezia) e alla mostra collettiva Halom Ha Shalom – Sogno di Pace (allestita al Kurhaus di Merano promossa e organizzata dal Centro Culturale “Anna Frank” della Comunità Ebraica di Merano in collaborazione con Concerto d’Arte Contemporanea, con il patrocinio del Comune di Merano e Provincia Autonoma di Bolzano e al museo della Repubblica di San Marino.

Tobia Ravà riporta elementi archetipali della cultura ebraica riferiti ad un linguaggio cosmologico universale, poiché attraverso i concetti base della kabbalah, si può arrivare ad un percorso etico-filosofico moderno e antichissimo al contempo. Attraverso esse l’artista esprime l’idea che il patrimonio culturale dell’umanità possa essere trasmesso al futuro in forma di opera sintetica. Abdallah Khaled, algerino di cultura berbera esprime il sapore della sua terra d’origine (la piccola Kabilia), il suo intervento sembra emanare il profumo del deserto e avere i colori dell’Atlante.
La mostra presenterà alcune opere dei due artisti e opere eseguite a quattro mani che permettono di cogliere il messaggio di fratellanza e di unione che gli artisti lanciano attraverso la loro personale ricerca spirituale ed artistica affinché l’armonia che essi trovano nelle forme e nei colori sia estesa all’umanità intera, un invito al “metissage”, un inno alla bellezza della mescolanza.
Maria Luisa Trevisan

Data_inizio:
Sab, 06/22/2013 - 18:00
Data_fine:
09.07.2013 - 18:00
Info
Quando:
Dal 22 giugno al 9 luglio 2013
Location:
Galleria Civica G. Craffonara via Giardini di Porta Orientale - Riva del Garda (TN)
Location breve:
Galleria Civica G. Craffonara - Riva del Garda (TN)
A cura di:
Maria Luisa Trevisan
Artisti:
Abdallah Khaled, Tobia Ravà
Vernissage:
sabato 22 giugno, alle ore 18:00
Orario:
tutti i giorni ore 10-12 e 14-18
Ingresso:
libero
Tel.:
0464 550441
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Eventi:

Province:

Sezione:

Samantha Torrisi - Shadowscape. L'ombra dei luoghi

Scheda evento

Descrizione:

La visione di Samantha Torrisi è prevalentemente caratterizzata, in una prima fase del suo percorso, da ampi spazi suburbani, agorafobici, dove ombre e figure sfuggenti vengono catturate in fotogrammi strappati alla corsa del tempo -come fermi immagine da telecamere di sorveglianza- e investigate, ignare, da uno sguardo esterno che carpisce momenti e movimenti fugaci e li fa suoi per trasfigurarli in immagini lontane, ineffabili, come a invocare una forma di riscatto per quelle esistenze disumanizzate.

I colori caldi e sfumati sembrano allora accarezzare benevoli le piccole fragili solitudini, cristallizzandole, concedendo allo scarno effimero dell’attimo uno splendore di quieta eternità. Il segno si arrende all’evanescenza, il dettaglio all’indefinito, in un gioco onirico in cui non ci si rispecchia, ma ci si immerge, arresi. L’attimo rubato di vita altrui diventa sogno, vago ricordo plausibile, ancestrale, impossibile da collocare e forse per questo universale, vero, tangibile.

La produzione più recente dell’artista, ben rappresentata in questa mostra, si apre in due direzioni coerenti e solo formalmente opposte.
Da un lato ecco nuove suggestioni, nuove prospettive spaziali: dov’erano i neon, i corridoi infiniti d’inquietudine, si aprono ora paesaggi altrettanto sconfinati di nebbie, crepuscoli, fioche brume mattutine, nevi e chiarori, senza mai abbandonare, anzi amplificando fra le fredde campiture di bianchi e grigi, quell’alito di delicata silente introspezione che è cifra costante dell’artista siciliana.
L’altro percorso vede invece per protagoniste -qui su scelte cromatiche generalmente più affini al passato- delle inedite scomposizioni diacroniche su più frame, in un ritorno ed evoluzione dello spunto di partenza, come ulteriore osservazione del soggetto, qui narrato e ripreso, in primi piani e piani americani (e non a caso viene spontaneo adoperare terminologia cinematografica) su più tavole; e il circostante affascinante e opprimente, labirintico, agorafobico è qui del tutto cancellato. [testo di Giuseppe Iacobaci, estratto dal catalogo della mostra]

Data_inizio:
Sab, 06/22/2013 - 18:00
Data_fine:
12.07.2013 - 19:00
Info
Quando:
Dal 22 giugno al 12 luglio 2013
Location:
Mini Civica, Piaz De Sotegrava 21 - Moena (TN)
Location breve:
Mini Civica - Moena (TN)
A cura di:
Giuseppe Iacobaci
Artisti:
Samantha Torrisi
Vernissage:
sabato 22 giugno, alle ore 18:00
Orario:
da martedì a domenica ore 16-19
Ingresso:
libero
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Eventi:

Province:

Sezione:

Il/Naturale - Der Blitz. Ricerca, azione e cultura contemporanea

Scheda evento

Descrizione:

Il concetto di luogo, non pensabile se non in relazione all’essere umano, e il rapporto tra memoria e presente sono i temi portanti della mostra Il/Naturaleche inaugura il ciclo di progetti di Der Blitz. In questa mostra una selezione di opere del Settecento-Ottocento e del primo Novevento di Giuseppe Canella, Peter Anich-Blasius Hueber e Umberto Moggioli provenienti dalle collezioni del MAG e del Mart, accomunate dal soggetto del paesaggio trentino, sono messe in dialogo con le opere degli artisti invitati a partecipare al progetto Luca Bertolo, Luca Coser, Roberto De Pol, Giovanni Ozzola e il collettivo Casali+Roubini. L’obiettivo della mostra è indagare la controversa relazione fra uomo e territorio e mobilitare i sensi del visitatore al fine di avviare un primo dialogo sui sentimenti, i reperti e le scenografie che rappresentano e definiscono il territorio contemporaneo.

Il progetto assume come punto di avvio la credenza, specificatamente moderna, della separazione fra cultura e natura. Da questa separazione – intesa qui come un atto fondativo che si è dipanato nella storia e ha trovato nel pensiero moderno il suo migliore corpo – hanno origine alcune delle relazioni più comuni che oggi si intrattengono con il territorio: l'incanto estetico (la scoperta del paesaggio, l'immaginario naturalistico), la secolarizzazione della natura (il governo della materia, le tecnologie), il governo dello spazio (la misurazione, le carte, la tecnica), la tentazione cosmologica (nuovo spiritualismo, ecosofie).

Il risultato conclamato e a noi presente di questo complesso processo fatto di diversi strati è una sorta di “iper-territorio” o “territorio-aumentato”: una sovrapposizione di tecniche, biologie e scenografie che definiscono “il rilievo” del nostro presente.

Il progetto consiste in un tentativo di disegnare tale “rilievo” attraverso un percorso espositivo, avvalendosi dell'incrocio fra documenti storici e dipinti provenienti dalle collezioni del MAG e del Mart e opere di artisti contemporanei.

Dal punto di vista strettamente espositivo, Il/Naturale prende le mosse da un confronto fra artisti afferenti a diverse epoche e dalla relativa esigenza di valorizzazione continua del patrimonio artistico del MAG e del Mart. A partire da questi presupposti costruisce un discorso che prova ad abbattere le differenze di stile, tecnica, visione fra artisti di secoli diversi. Il tempo storico che emerge da questo tentativo non vive la dialettica oppositiva su cui è stata costruita la storiografia moderna, ma prova invece ad amalgamare le parti in maniera empirica per evidenziare più il desiderio di continuità che gli accenti di discontinuità. La storia, lungi da diventare uno spirito, è un abito. Riportarla nell'alveo della sua effettiva portata significa scaricare il fruitore da ambizioni e tensioni che non gli appartengono e che possono per nostro conto fermarsi lì.

Data_inizio:
Sab, 06/22/2013 - 18:00
Data_fine:
15.09.2013 - 18:00
Info
Quando:
Dal 22 giugno al 15 settembre 2013
Location:
Galleria Civica Giovanni Segantini, Via Giovanni Segantini 9 - Arco (TN)
Location breve:
Galleria Civica Giovanni Segantini - Arco (TN)
A cura di:
Veronica Caciolli, Denis Isaia, Federico Mazzonelli In collaborazione con Mart Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto
Vernissage:
sabato 22 giugno, alle ore 18:00
Orario:
10.00 – 18.00 (lunedì chiuso) luglio e agosto 15.30 – 22.00 (lunedì chiuso)
Ingresso:
libero
Contatto:
Galleria Civica Giovanni Segantini
Tel.:
+39 0464583653
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Eventi:

Province:

Sezione:

Futuro Presente 2013 - Il paesaggio in movimento

Scheda evento

Descrizione:

?Futuro Presente 2013 - Il paesaggio in movimento
Cinema, letteratura, urbanistica, suoni, fotografia

Il programma di sabato 15 giugno

ore 09.30

Sala Conferenze del Mart

Proiezione del film Unser täglich Brot, di Nikolaus Geyrhalter Aut 2005, 92’

Quello legato all’industria agro-alimentare è un paesaggio spesso ferito. Cosa si cela dietro la regolarità geometrica di serre, piantagioni e allevamenti? Al ritmo del nastro trasportatore e di enormi macchine, il documentario di Geyrhalter - uno dei più affermati documentaristi contemporanei - esplora senza commenti i luoghi di produzione di cibo in Europa: spazi monumentali, paesaggi surreali e suoni bizzarri, un freddo ambiente industriale che lascia poco spazio all’individuo. Ha dichiarato il regista: “Sono affascinato dai posti che la gente normalmente non conosce. La produzione del cibo avviene in un sistema chiuso, del quale le persone hanno solo un’idea molto vaga. C’è una sorta di ritrosia a mostrare questi posti e i lavori che vi si svolgono, ma è necessario farlo”.

ore 11.00

Mart

Nient’altro che uno smarrirsi sulla strada di casa
Incontro con Daniele De Lonti e Beppe Sebaste

Il fotografo Daniele De Lonti e lo scrittore Beppe Sebaste devono molto della loro formazione a quel crogiuolo collettivo di esperienze e idee che si elaboravano a “Casa Ghirri”. Il primo fu l’assistente di Luigi Ghirri, e per farlo si trasferì da Milano alla provincia di Reggio Emilia, il secondo tornò da Ginevra a Parma per partecipare al primo progetto comune di lettura del territorio da parte di fotografi e scrittori (Esplorazioni sulla via Emilia Feltrinelli 1986), cui altri seguirono. Per entrambi, nomadi e inquieti, l’amico Luigi Ghirri, morto vent’anni fa, fu un maestro: del guardare, dell’abitare, della consapevolezza di trovarsi nel mondo. Se e quanto tutto questo sia ancora possibile è il tema dell’incontro, il cui titolo riprende una frase di Murphy di Samuel Beckett. Il dialogo di De Lonti e Sebaste iniziato in quegli anni proseguirà in un progetto nel e sul territorio a nord del lago di Garda.

Daniele De Lonti scopre la fotografia con Aldo Bonasia e si forma alla Civica Scuola di Fotografia di Milano con Giovanni Chiaramonte del quale diventa assistente. Nel 1987 l’incontro con Luigi Ghirri col quale lavorerà fino al 1992, quando inizia un percorso di ricerca autonomo. Numerosi i suoi lavori tra cui ricordiamo la partecipazione ad alcuni progetti di ricerca sul territorio: Archivio dello spazio (Provincia di Milano), S.S. 63 (Linea di confine R.E.), Da Guarene all’Etna (Fondazione Sandretto Re Rebaudengo), Viaggio in Italia, a cura di C. Repetto, In-Giro, a cura di W. Guadagnini e F. la Rosa (Galleria Arte & arte, Bologna).

Beppe Sebaste è nato a Parma e vive a Roma. Ha esordito nella narrativa con L’ultimo buco nell’acqua, scritto con Giorgio Messori, Aelia Laelia 1983. Ha scritto vari libri di racconti e romanzi, da Café Suisse e altri luoghi di sosta, Feltrinelli 1992 a HP. L’ultimo autista di lady Diana, Einaudi 2007 e, tra i saggi, Porte senza porta. Incontri con maestri contemporanei, Feltrinelli 1997; nuova edizione Libro dei maestri. Porte senza porta rewind, Luca Sossella 2010. I suoi ultimi libri sono Panchine. Come uscire dal mondo senza uscirne, Laterza 2011 - 4ª ediz., Oggetti smarriti e altre apparizioni, Laterza 2009, e la traduzione e cura di Le passeggiate del sognatore solitario di Jean-Jacques Rousseau, Feltrinelli 2012.

ore 15.30

Sala Conferenze del Mart

Parole del paesaggio contemporaneo
Incontro con Michael Jakob

Tra le regioni alpine più sensibili ai temi della valorizzazione del paesaggio naturale e urbano, la Svizzera è senza dubbio una delle realtà più avanti sia nel dibattito che nelle sperimentazioni. La mostra Svizzera contemporanea: lo spazio pubblico come occasione di nuovo paesaggio urbano, curata dallo stesso Michael Jakob, è il risultato di un originale e affascinante viaggio nella recente storia dello spazio pubblico destinato al verde, al relax, al contatto con la natura. Da Le Corbusier ai paesaggi contemporanei passando per quelli storici, tra giardini, piazze e aree a parco urbano, i progetti e le realizzazioni degli svizzeri aprono uno scenario che va dai valori simbolici del rapporto tra paesaggio naturale e antropico fino alla definizione di una via contemporanea al paesaggio abitato. La conferenza di Michael Jakob riassume sia il valore teorico e dell’esperienza svizzera che la dimensione del dibattito internazionale in tema di paesaggio.

Michael Jakob è professore di Storia e teoria del paesaggio a Hepia (Ginevra) e di Letteratura comparata presso l'Università di Grenoble. È fondatore e direttore della rivista di letteratura comparata COMPAR(A)ISON e il redattore capo di Di monte in monte, una serie di libri sulla cultura di montagna (Edizioni Tararà, Verbania). Ha prodotto diversi documentari per la televisione e ha una lunga esperienza come giornalista radiofonico. Tra le sue pubblicazioni Le Paysage, Infolio, Gollion 2008 (in italiano: Il paesaggio, Il Mulino 2009), Il giardino allo specchio. Percorsi tra pittura, cinema e fotografia, Bollati Boringhieri 2009 (in francese: Le jardin et les arts, Infolio, Gollion 2009; in spagnolo: El Jardín y la representación, Siruela 2010); 100 Paysages, Infolio, Gollion 2011.

ore 17.00

Sala Conferenze del Mart

Verso una città vegetale
Incontro con Luc Schuiten

Quale sarà il nostro futuro? Sappiamo già che è alle porte perché le risorse del pianeta si stanno esaurendo molto più velocemente di quanto non lasciamo loro il tempo di rigenerarsi. L’architetto visionario belga Luc Schuiten ritiene che abbiamo dimenticato troppo in fretta che siamo innanzitutto esseri biologici che appartengono a un pianeta esso stesso vivente. Per questo nel futuro egli immagina nuovi luoghi per vivere, progettati a partire dall’osservazione di grandi ecosistemi quali le barriere coralline o le foreste primarie; suggerisce soluzioni per il trasporto pubblico e privato, propone forme di abitazione archiborescenti realizzabili immediatamente e studia il futuro di città come Lione, Bruxelles e San Paolo in una prospettiva che arriva al 2100.

Luc Schuiten è un architetto. Parallelamente alla sua carriera professionale dedicata alla progettazione di case caratterizzate da una maggiore attenzione per l'ambiente, immagina interventi sulle città e i loro dintorni dalla forte natura simbolica. Impegnato nel pensiero ecologico, preoccupato per il futuro del pianeta e per la vita degli uomini di domani, ha dedicato parte della sua attività alla fantascienza e al futuro che esplora grazie al disegno.

ore 18.00

Sala Conferenze del Mart
 
Al centro del mondo
Incontro e reading con Ugo Cornia

Ugo Cornia è nato a Modena. E Modena, con la sua provincia, è diventata il centro del mondo. Noi che lo leggiamo ce ne siamo convinti col tempo. Lì tra vie cittadine e strade labirintiche che portano al Po o verso le montagne, trovano ospitalità un’immensità di storie e ricordi. Quelle della numerosa famiglia dell'autore – mamma, papà, zie, nonni, trisavoli – che ogni anno ritorna al punto d'inizio, quelle dello stesso Ugo Cornia e della sua quotidianità che sulle pagine si fanno narrazione di pensieri e ragionamenti di una genuinità che può confinare solo con la verità. Un ritmo e un andamento unico nel quale tutto, anche la punteggiatura rarefatta, assume un senso quasi filosofico. E se poi a riportarcele quelle storie è lo stesso Ugo Cornia, con la sua voce che sembra percorrere tutte le ondulazioni, i cantoni e gli slarghi della sua terra, allora davvero ci convinciamo che il mondo è Modena.

Ugo Cornia è nato a Modena nel 1965. I suoi racconti sono apparsi su Il Semplice e su Il diario. Ha pubblicato con Sellerio i romanzi Sulla felicità a oltranza,1999, Quasi amore, 2001, Roma, 2004, Le pratiche del disgusto, 2007; ha pubblicato inoltre Modena è piccolissima, con Giuliano Della Casa, EDT 2009, Sulle tristezze e i ragionamenti, Quodlibet 2008, Operette ipotetiche, Quodlibet 2010, Autobiografia della mia infanzia, Topipittori 2010. Con Feltrinelli, Le storie di mia zia, 2008 e Il professionale, 2012. Da poche settimane è in libreria Scritti di impegno incivile, Quodlibet.

ore 21.00

Sala Conferenze del Mart
 
Statale 18
Reading, immagini e musica con Laura Marchianò e Mauro Francesco Minervino

La Statale 18 è un simbolo, una di quelle strade che attraversa il Sud. Va da Napoli a Reggio Calabria. È trafficatissima, animata e mortale, disseminata di curve, gallerie, incroci pericolosi. Si snoda tra scorci incantevoli, luoghi d’abbandono e brutture vergognose. Sullo sfondo il dissennato abusivismo, la gestione sconsiderata del mare e delle coste cementificate, ma anche i mali e le contraddizioni di luoghi e comunità locali afflitte dalla violenza, dal disordine sociale e da un’inquietudine nascosta. Mauro Francesco Minervino, antropologo e scrittore, ce la racconta attraverso le pagine di Statale 18, Fandango 2010, tra invettiva e poesia, e ne fa pretesto per descrivere un’Italia ancora troppo divisa tra bellezza e degrado, arretratezza e modernità. Sul palcoscenico l’attrice Laura Marchianò compie, attraverso brani scelti dal libro di Minervino, il suo viaggio interiore nel rapporto con la sua terra-madre, accompagnata da musiche popolari del Maestro Francesco Pignataro.

Laura Marchianò è attrice teatrale. Tra i lavori portati in scena Edipo re di Sofocle con la regia di Gabriele Lavia; Medea di Maurizio Scaparro. Con la sua compagnia Magari Teatro propone testi di autori calabresi: L’amore che bruciò Troia regia Giancarlo Cauteruccio, Il ritorno del soldato di Saverio Strati, Canto nella guerra è uno studio su Antigone.

Mauro Francesco Minervino è professore di Antropologia Culturale ed Etnologia. Scrittore e notista, collabora alle pagine culturali de Il Riformista, L’Unità, Il Manifesto, Il Mattino, International Herald Tribune. È autore di programmi Rai, collaboratore di riviste tra cui Nuovi Argomenti.
Prenota subito il tuo posto!>>>
 
ore 22.00

Sala Conferenze del Mart
     
Proiezione del film The Greath Northwest, di Matt McCormick USA 2012, 70’

Nel 1958 quattro donne di Seattle hanno organizzato un viaggio di 3200 miglia per visitare i grandi parchi nazionali di Washington, Idaho, Montana, Oregon ed esplorare i paesaggi della parte nord-occidentale degli Stati Uniti. Lungo la strada hanno raccolto materiali e fotografie che hanno inserito in un ricco album di viaggio, ritrovato qualche anno fa da Matt McCormick in un negozio dell’usato. A distanza di cinquant’anni il film-maker americano ha ripercorso lo stesso viaggio per verificare come è cambiato il paesaggio di quella regione nel corso dei decenni. Un documentario di grande lirismo, capace di svelare con precisione ed eleganza l’evoluzione dell’ambiente naturale e culturale del Nord-Ovest americano.
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Dal 15 giu al 18 giugno
Sabato 15 e domenica 16 10.30-13.30 e 14.30-17.30
Lunedì 17 e Martedì 18 17.00-20.00 17.00-20.00
Martedì 18 20.00 incontro conclusivo aperto al pubblico
    
Camminando ascoltando
Workshop
con Lucia Farinati e Brave New Alps
Rovereto, CID Centro Internazionale della Danza e spazi aperti della città

Che relazione intercorre tra suono e paesaggio e  qual è l'importanza dell’ascolto nella ricognizione di un territorio? Partendo da una camminata sonora (soundwalk) guidata da Lucia Farinati (Sound Threshold) e Fabio Franz (Brave New Alps), il workshop Camminando Ascoltando si propone di formare un gruppo di lavoro impegnato a esplorare il paesaggio urbano di Rovereto e a sperimentare una modalità collettiva di ascolto, analisi e produzione sul posto. Un'esperienza aperta a tutti coloro che amano camminare e ascoltare e che vogliono sperimentarsi in un originale percorso di scoperta. Quattro giorni nei quali si passerà dallo studio dei luoghi alla registrazione dei suoni, dal riascolto di quanto fissato al montaggio delle singole registrazioni.
Camminando Ascoltando si concluderà con un evento aperto al pubblico durante il quale ci sarà l’occasione di scoprire i materiali prodotti nel workshop.

Data_inizio:
Sab, 06/15/2013 - 09:00
Data_fine:
15.06.2013 - 22:00
Info
Quando:
Sabato 15 giugno 2013, dalle ore 09:30
Quando2:
Location:
MART, Corso Angelo Bettini, 43 - Rovereto (TN)
Location breve:
MART - Rovereto (TN)
Contatto:
Associazione Incontri Internazionali di Rovereto
Tel.:
Tel.:
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Province:

Sezione:

Futuro Presente 2013 - Il paesaggio in movimento

Scheda evento

Descrizione:

?Futuro Presente 2013 - Il paesaggio in movimento
Cinema, letteratura, urbanistica, suoni, fotografia

Il programma di venerdì 14 giugno

ore 15.00

Sala Conferenze del Mart
    
Paesaggi in ascolto
Incontro con Lucia Farinati

Lucia Farinati si occupa del rapporto tra suono e paesaggio. Lo investiga da anni con una serie di lavori prodotti e curati per Sound Threshold. Proprio partendo dalla presentazione di questi progetti, dalla loro nascita e sviluppo, la giovane curatrice, ora docente presso il College Central Saint Martins di Londra, ci conduce alla scoperta di quanto creato in collaborazione
con il Centro di Ecologia Alpina di Monte Bondone e il sound recordist Chris Watson – già membro e fondatore dei Cabaret Voltaire – nel 2008; più recente è invece la curatela di Nuovi Paesaggi per Radio Papesse e la Regione Toscana. Al centro dell’incontro anche la riflessione sul concetto di paesaggio sonoro, sviluppato facendo riferimento a diverse realtà
territoriali e a quanto esplorato in ambito artistico da Sound Threshold.

Lucia Farinati si è laureata in Estetica presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Trento, ha studiato arte pubblica e cultural planning alla De Montfort University, Leicester (UK) e nel 2004 ha conseguito il Master in Creative
Curating al Goldsmiths College di Londra. Nel 2007 fonda Sound Threshold e cura numerosi progetti dedicati al suono. Vive
e lavora a Londra.

ore 16.30

Sala Conferenze del Mart
        
Proiezione del film Samsara (CDN 2012, 99’)
di Ron Fricke

Se il paesaggio è anzitutto sguardo, il cinema di Ron Fricke - già direttore della fotografia del capolavoro di Godfrey Reggio Koyaanisqatsi (1982) e autore dello splendido Baraka (1992) - è la quintessenza del paesaggio che si fa cinema. Girato in 70 mm, Samsara è il risultato di cinque anni di riprese effettuate in venticinque paesi. Un viaggio sorprendente alla scoperta del pianeta e di uno dei più enigmatici protagonisti del paesaggio naturale, l’uomo. Più che un film nel senso tradizionale del termine, l’ultimo lavoro di Ron Fricke è una meditazione per immagini sul rapporto uomo-natura, condotta attraverso un uso potentissimo delle più raffinate tecniche di ripresa. Una vera festa per gli occhi e per la mente.

ore 18.00

Sala Conferenze del Mart
        
Architettura e arti nella costruzione del paesaggio della modernità in Trentino
Incontro con Pino Scaglione

C’è stato un periodo in Italia e nel Trentino, negli anni dal 1920 in poi, in cui l’aspirazione alla costruzione di una via moderna alla civiltà ha coinciso con importanti presenze sulla scena nazionale di grandi architetti e conseguenti importanti architetture. Questa produzione ha generato un paesaggio della modernità, fatto di edifici di valore architettonico e brani di paesaggi urbani con forte valenza estetica e di qualità. In Trentino questa stagione ha coinciso con la partecipazione intensa di figure di primo piano tra le quali Adalberto Libera, Luciano Baldessari, Angiolo Mazzoni, Gino Pollini, e poi Fortunato Depero, Mario Sandonà e una schiera di artisti che, dialogando e illustrando l’aspirazione al modernismo, hanno
costruito una cultura e un paesaggio reali e visivi ricchi di elementi originali e peculiari. Un patrimonio tutto da riscoprire e valorizzare.
Pino Scaglione (Acri, 1955) è architetto/urbanista e dal 2006 professore di Progettazione urbana e del paesaggio all’Università degli Studi di Trento. Nel maggio 1990 fonda d’A Rivista Italiana d’Architettura che dirige fino al 1998 passando poi alla conduzione di Monograph.it e ALPS. Molte le sue attività come la partecipazione alla VI Biennale di Architettura di Venezia, Sezione Italiana (1996), il coordinamento di attività espositive, seminariali, di editor e book designer (Case editrici internazionali LISt Lab, Actar), la direzione creativa e scientifica di GreenTrenDesign Factory e dell’Osservatorio TALL/Unitn. Tra le sue pubblicazioni Oltre i Maestri, Ed’A 1992 e Cities in Nature, LISt 2012. Opera, quest’ultima in cui si occupa del rapporto tra città e paesaggio oggi e nei prossimi anni.

ore 21.00

Sala Conferenze del Mart

Proiezione dei film Bora / Il Capo
Yuri Ancarani con musiche dal vivo di Mika Vainio

Due cortometraggi per scoprire un paesaggio abitato solo dal vento e un altro solo da uomini e macchine. A sonorizzare Bora Mika Vainio, con una performance dal vivo. Un’occasione unica per gli amanti dell’elettronica e della ricerca sonora perché al laptop, effetti e strumenti, c’è uno dei nomi storici della musica degli ultimi vent’anni, già fondatore e parte del duo Pan Sonic.

Bora, di Yuri Ancarani Ita 2011 30’
La Val Rosandra, al confine tra Slovenia e Italia, è un paesaggio pietroso segnato solo dallo scorrere del tempo. Ormai dimenticata, quella valle ha un unico vero frequentatore, la Bora, che si rinforza nel canalone fino ad arrivare a centoventi chilometri orari. Yuri Ancarani ha descritto per immagini questo ambiente ostile sferzato dal vento, chiedendo poi a un musicista di fama internazionale di confrontarsi dal vivo con le sue immagini levigate. “Bora sembrerebbe un video di soli paesaggi, ma come nei miei altri lavori si riesce ad identificare un personaggio principale che, dall’inizio alla fine del video, vive al centro dell’inquadratura. In questo caso il centro della scena è il palco, il personaggio è il musicista che sfida il vento” (Yuri Ancarani).

Il capo, di Yuri Ancarani Ita 2010, 15’
Monte Bettogli, Carrara: nelle cave di marmo uomini e macchine scavano la montagna. Il capo controlla, coordina e conduce cavatori e mezzi pesanti utilizzando un linguaggio fatto di soli gesti e di segni. Dirigendo la sua orchestra pericolosa e sublime, affacciata sugli strapiombi e i picchi delle Apuane, il capo agisce in un rumore assoluto, che si fa paradossale silenzio. Con primissimi piani, campi lunghi, sguardi e gesti, Yuri Ancarani racconta con straordinaria efficacia il paesaggio delle cave, in cui il rapporto tra uomo e ambiente emerge in tutta la sua complessità.

Yuri Ancarani è nato a Ravenna nel 1972. Artista visivo, regista e docente di Videoarte presso la NABA – Nuova Accademia Belle Arti, di Milano. I suoi lavori sono stati presentati a numerose mostre e musei nazionali ed internazionali, tra cui: MAXXI, Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo (Roma), R. Solomon Guggenheim Museum (New York, USA), Cinema Eye Honors, Museum of Moving Image (New York, USA), Prague Biennal 5 (Praga, Polonia). Varie le partecipazioni a festival come 67° e 68° Festival del Cinema di Venezia (La Biennale di Venezia, Venezia) Hot Docs, Canadian International Documentary Festival (Toronto, Canada), Cinema Eye Honors (Museum of Moving Image, New York, USA).
Mika Vainio ha fondato assieme a Ilpo Väisänen una delle formazioni più interessanti dell'elettronica europea: il duo Pan Sonic che dai primi anni Novanta ha sfornato una serie di album di ricerca, avanguardia e intrattenimento. Tra le installazioni cui diedero vita si ricorda quelle ospitate al Centre Pompidou di Parigi, al MOMA di New York e alla Biennale di Venezia.Ora Mika Vainio “viaggia da solo” e le sue strade sono foriere di sorprese tra calore analogico ed essenzialità elettronica, tra noise e avant techno che si fondono insieme in un suono fortemente fisico. Al suo attivo si contano lavori col proprio nome o con lo pseudonimo Ø che hanno trovato ospitalità nei cataloghi di prestigiose etichette come Touch, Wavetrap, Sähkö. Le sue collaborazioni spaziano da Björk a Alan Vega (Suicide), da Keiji Hainio alle Chicks on Speed.

ore 22.00

Sala Conferenze del Mart

Proiezione del film Manufactured Landscapes (CDN 2006, 90’)
di Edward Burtynsky

Edward Burtynsky, uno dei più noti fotografi internazionali, ha scelto di raccontare in forma di cinema gli effetti della rivoluzione industriale che sta segnando, in particolare nell’Est asiatico, il paesaggio umano e sociale contemporaneo. Attraverso un’avvincente estensione dei flussi narrativi tipici del racconto fotografico, Edward Burtynsky ha disegnato un affresco potente dei “paesaggi costruiti” che l’uomo ha prodotto nel corso degli ultimi decenni. Che impatto ha lo sviluppo industriale sul pianeta? E che tipo di paesaggio descrive il mondo industriale del ventunesimo secolo? Un lavoro di grande impatto visivo, premiato in numerosi festival internazionali.

ore 23.30

Sala Conferenze del Mart

Proiezione del film Sack Barrow (GB 2011, 21’)
di Ben Rivers
       
Nella periferia londinese c’è un piccolo impianto di galvanoplastica prossimo alla chiusura. Nata negli anni Trenta per impiegare disabili e mutilati, la Servex sembra un fossile della Storia. Le incrostazioni di sostanze chimiche, le vecchie canzoni, i poster di pin-up calcificati, i toni bruni e verdastri della fotografia: tutto rende l’atmosfera sospesa di una grotta, un tempo cristallizzato da cui emergono i gesti degli operai, la presenza di un luogo. Ben Rivers, uno dei più acclamati artisti e documentaristi inglesi, abbandona i desolati ambienti rurali cari al suo cinema e posa lo sguardo su un paesaggio industriale prossimo alla fine, un mondo alieno dove il connubio tra l’umano e la materia reagisce con forza evocativa e bellezza visiva uniche.

Data_inizio:
Ven, 06/14/2013 - 15:00
Data_fine:
14.06.2013 - 23:30
Info
Quando:
Venerdì 14 giugno 2013, dalle ore 15:00
Quando2:
Location:
MART, Corso Angelo Bettini, 43 - Rovereto (TN)
Location breve:
MART - Rovereto (TN)
Contatto:
Associazione Incontri Internazionali di Rovereto
Tel.:
Tel.:
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Province:

Sezione:

Futuro Presente 2013 - Il paesaggio in movimento

Scheda evento

Descrizione:

?Futuro Presente 2013 - Il paesaggio in movimento
Cinema, letteratura, urbanistica, suoni, fotografia

Giovedì 13 giugno, ore 21.00

Proiezione del film Patience (After Sebald, GB 2012, 90’) di Grant Gee

Dopo due importanti documentari dedicati ai Joy Division e ai Radiohead, il film-maker britannico Grant Gee ha scelto di raccontare il mondo dello scrittore tedesco Winfried Georg Sebald, scomparso prematuramente una decina di anni fa. Ne è nato un saggio per immagini che ripercorre, vent’anni dopo, i luoghi narrati da Sebald in uno dei suoi lavori più noti, Gli anelli di Saturno. Un flusso di immagini difficilmente catalogabili, proprio come lo sono i libri dell’intellettuale tedesco: saggi, romanzi non fiction, digressioni tra letteratura di viaggio e autobiografia. A metà tra documentario e video arte, Patience (After Sebald) sembra della stessa materia di cui sono fatte certe ossessioni. Un viaggio di grande fascino in cui, come si conviene, il cammino conta più della meta da raggiungere.

Data_inizio:
Gio, 06/13/2013 - 21:00
Data_fine:
25.06.2013 - 18:00
Info
Quando:
Giovedì 13 giugno 2013, ore 21.00
Quando2:
Location:
MAG, Piazza C. Battisti, 3/A - Riva del Garda (TN)
Location breve:
MAG - Riva del Garda (TN)
Ingresso:
libero
Contatto:
Associazione Incontri Internazionali di Rovereto
Tel.:
Tel.:
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