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Reggio Emilia

Novanta artisti per una bandiera

Scheda evento

Descrizione:

Novanta artisti per una bandiera
Una mostra per il nuovo Ospedale della Donna e del bambino di Reggio Emilia

Un grande progetto d’arte e una straordinaria operazione di solidarietà sono in programma ai Chiostri di San Domenico di Reggio Emilia, dal 17 marzo al 25 aprile 2013.
Si tratta della mostra Novanta artisti per una bandiera, promossa dall’Associazione “CuraRE Onlus” presieduta da Deanna Ferretti Veroni.
L’iniziativa, oltre a presentare le opere di novanta artisti contemporanei, italiani e internazionali, che si sono confrontati sul tema della bandiera italiana, racchiude un obiettivo dagli alti valori umanitari: costruire a Reggio Emilia un Ospedale della Donna e del Bambino.

Non è un caso che l’esposizione si apra il 17 marzo, in quanto nello stesso giorno del 1861, si decretò l’unificazione dell’Italia, proclamando il Regno d’Italia. Da quest’anno, il 17 marzo verrà celebrato come festa nazionale.

I 90 artisti coinvolti non hanno genericamente donato una loro opera a beneficio dell’iniziativa, ma si sono impegnati per realizzarne una partendo da una particolare bandiera, loro consegnata, scelta tra quelle che nel 2011, nell’ambito delle celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, furono esposte a Reggio Emilia, Città del Tricolore. Si tratta delle bandiere legate al sorgere dell’idea dell’Unità d’Italia: il tricolore adottato il 7 gennaio 1797 proprio a Reggio Emilia; quelle dell’età giacobina e napoleonica; le bandiere dei moti e delle insurrezioni popolari durante il Risorgimento; quelle degli stati preunitari; le bandiere dell’Unità e del Regno d’Italia; le varie versioni di bandiera adottate della Repubblica, per finire con quelle utilizzate, anche di recente, per obiettivi di grande valore sociale ed etico.
Diverse sono state le modalità di creazione delle opere: alcuni artisti sono intervenuti sulla bandiera stessa o su una sua parte; altri ne hanno utilizzato frammenti per inserirli, attraverso il collage, nei loro lavori; altri ancora ne hanno creata una del tutto autonoma: la bandiera loro assegnata è diventata fonte diretta di ispirazione per i riferimenti di colori, scritte e forme disegnate.
L’intero progetto, dal coinvolgimento degli artisti, alla realizzazione della mostra e del catalogo che lo accompagna, è stato curato da Sandro Parmiggiani, critico e storico dell’arte, già direttore di Palazzo Magnani a Reggio Emilia.

L’esposizione è promossa dall’Associazione CuraRE Onlus in collaborazione con il Comune di Reggio Emilia, che ha donato le bandiere consegnate agli artisti e sosterrà l’esposizione ai Chiostri di San Domenico, e si avvale del patrocinio di Regione Emilia Romagna e della Provincia di Reggio Emilia
Le bandiere “adottate” dagli artisti sono quelle che furono esposte per un anno nelle vie della città all’interno della rassegna “Le strade della Bandiera”, inaugurata dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano il 7 gennaio 2011 nell’ambito delle celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia e realizzata in collaborazione con l'Unità tecnica di Missione per le Celebrazioni del 150° Anniversario dell'Unità nazionale, l’Istituto dell’Enciclopedia Italiana e l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia.

Dopo Reggio Emilia, l’obiettivo è di portare la mostra in altre città italiane, così che essa diventi emblematicamente il messaggero per il progetto dell’Ospedale della Donna e del Bambino e della nostra bandiera, simbolo dell’Unità d’Italia.
Successivamente, le opere saranno cedute con l’obiettivo tuttavia di preservare l’integrità della rassegna e farne possibilmente una sorta di raccolta permanente.
Nel catalogo verranno riprodotte tutte le opere realizzate dai singoli artisti, i loro profili biografici e le bandiere, già esposte per il 150esimo, con le relative descrizioni storiche.

Data_inizio:
Dom, 03/17/2013 - 10:00
Data_fine:
25.04.2013 (All day)
Info
Quando:
Dal 17 marzo al 25 aprile 2013
Location:
Chiostri di san Domenico, via Dante Alighieri 11 - REGGIO EMILIA
Location breve:
Chiostri di san Domenico - REGGIO EMILIA

Sezione:

Province:

Eventi:

Aqua Aura - Frozen Frames

Scheda evento

Descrizione:

Paesaggi siderali, sorta di ibridi naturali, luoghi ideali e sublimi nelle opere di Aqua Aura, esposte in anteprima presso la Galleria VV8artecontemporanea di Reggio Emilia. La mostra, a cura di Alessandro Trabucco, sarà inaugurata sabato 2 marzo alle ore 18.00.

In esposizione, una quindicina di fotografie tratte dalla serie "Frozen Frames", parte di una ricerca che l'artista ha condotto negli ultimi anni, dando vita ad "immagini glaciali", sia da un punto di vista fisico (distese di ghiaccio) che metaforico (desolazione, assenza dell'uomo).

Apparentemente vicine alla fotografia di paesaggio, le opere di Aqua Aura appaiono piuttosto sintomatiche di una visione della realtà legata a particolari stati d'animo che «si riflettono nell'ambiente circostante infondendolo di silenziosa luminosità e limpida introspezione, trasformando questi luoghi concreti in territori della mente, emanazioni dello spirito». (Alessandro Trabucco).

Aqua Aura è lo pseudonimo dell'artista milanese Raffaele Piseddu, attivo negli anni '90 con il suo vero nome. Dopo una fase di riflessione, condotta dal 2000 al 2010 in Italia e all'estero, l'autore ha scelto la fotografia come mezzo espressivo predominante, avvalendosi di differenti collaborazioni professionali. Alcune opere della serie "Frozen Frames" sono state presentate dalla Galleria VV8artecontemporanea in occasione di "ArtVerona 2012" (Starting Collection) e "SetUp Art Fair" (Bologna, 2013). 

Il progetto rientra nel programma di promozione della giovane ricerca contemporanea che la Galleria porta avanti da alcuni anni, seguendo e sostenendo autori italiani ed internazionali.

Data_inizio:
Sab, 03/02/2013 (All day)
Data_fine:
31.03.2013 (All day)
Info
Quando:
Dal 2 al 31 marzo 2013
Location:
VV8artecontemporanea, Cortile di Palazzo Borzacchi, via Emilia S. Stefano, 14 - REGGIO EMILIA
Location breve:
VV8artecontemporanea - REGGIO EMILIA
Tel.:
0522 432103

Sezione:

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Eventi:

Veneto today, immagini di terre di confine

Scheda evento

Descrizione:

La Galleria RezArte Contemporanea di Reggio Emilia apre la stagione espositiva 2013 con la collettiva Veneto today, immagini di terre di confine, curata da Boris Brollo con opere di venti autori selezionati, per offrire una panoramica dell'arte veneta contemporanea.

La mostra, promossa dalla Galleria RezArte Contemporanea con il patrocinio delle Regioni Veneto ed Emilia-Romagna, sarà inaugurata sabato 2 febbraio 2013, alle ore 17.30, alla presenza degli artisti e del curatore.

In esposizione, dipinti, sculture ed installazioni di Annalù, Claudia Buttignol, Carmine Calvanese, Giovanni Cavassori, Flaminio Da Deppo, Giancarlo dell'Antonia, Pierpaolo Febbo, Eloisa Gobbo, Marya Kazoun, Ketra, Vinicio Momoli, Serena Nono, Claudio Polles, Giovanni Pulze, Andrea Rossi Andrea, Cesare Serafino, Francesco Stefanini, Silvano Tessarollo, Toni Vianello ed Andrea Vizzini.

Come scrive il curatore, attraverso le ricerche degli artisti invitati, la mostra si propone di dimostrare da una parte la persistenza e quindi la resistenza della pittura come strumento di espressione nel mondo, dall'altra l'aggiornamento degli strumenti espressivi quali la riproducibilità a mezzo stampa e il suono-rumore, quali ultimi limiti.

La collettiva costituisce il secondo appuntamento di un progetto più ampio, inaugurato con Emilia post moderna(3 novembre - 9 dicembre 2012, a cura di Edoardo Di Mauro), per sondare lo stato dell'arte nelle diverse regioni italiane. Dopo l'anteprima reggiana, nel maggio 2013 la mostra Veneto today, immagini di terre di confine sarà trasferita in Friuli Venezia Giulia, nelle sale di Villa Varda a Brugnera (PN).

Data_inizio:
Sab, 02/02/2013 (All day)
Data_fine:
24.03.2013 (All day)
Info
Quando:
Dal 2 febbraio al 24 marzo 2013
Location:
Galleria RezArte Contemporanea, Via Emilia Ospizio, 34/D - REGGIO EMILIA
Location breve:
Galleria RezArte Contemporanea - REGGIO EMILIA
Tel.:
0522 333351

Sezione:

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Gianluca Motto - Invito al viaggio @ Flash d'arte

Scheda evento

Descrizione:

Per il ciclo "Flash d'Arte", la Galleria de' Bonis di Reggio Emilia (V.le dei Mille, 44/B) presenta, dall'8 al 21 marzo 2013, la personale dell'artista spezzino Gianluca Motto.
Il titolo della mostra, Invito al viaggio, è ispirato all'omonima poesia di Charles Baudelaire (da I Fiori del male, 1857) il cui mood rispecchia pienamente la poetica dell'artista e della sua recente produzione in particolare.

Nella continua esplorazione di quel mondo ambiguo che sta tra la realtà e l'apparenza, Motto trova spunto per far riaffiorare emozioni lontane: frammenti di ricordi d'infanzia, i più puri, forti e nello stesso tempo delicati, dove regna la spensieratezza, ma non mancano brevi e intense paure.

Nelle tele di Motto i ricordi prendono forma in quanto, come scrive Baudelaire, «Tutto là / con segreta dolcezza / al cuore parlerà / la sua lingua natale». Fra pittura e poesia, l'artista coglie l'essenza del ricordo, reso attraverso sensazioni, profumi e stupori.

"Flash d'arte", ossia esposizioni caratterizzate da artisti selezionati, pochi pezzi sceltissimi ed una rotazione costante, per mostre veloci e brillanti. Inaugurata nel 2012, la rassegna ha ottenuto unanimi consensi, tanto che la Galleria de' Bonis ha scelto di riproporre questo format anche per il 2013, con appuntamenti fino a maggio.

Data_inizio:
Ven, 03/08/2013 (All day)
Data_fine:
31.03.2013 (All day)
Info
Quando:
Dall'8 al 31 marzo 2013
Location:
Galleria de' Bonis, Viale dei Mille, 44/B - REGGIO EMILIA
Location breve:
Galleria de' Bonis - REGGIO EMILIA
Tel.:
0522 580605

Sezione:

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Massimo Canuti - Così in Cielo come in Terra

Scheda evento

Descrizione:

La Galleria San Francesco di Reggio Emilia presenta, dal 9 al 31 marzo 2013, Come in Cielo, così in Terra, mostra personale di Massimo Canuti con disegni e dipinti.

Era convinzione degli antichi che il progetto di Dio fosse già pienamente realizzato in cielo. Nel Pater si chiede che esso sia portato sulla terra, unitamente alle sue creature, animali e vegetali. Un Pegaso caduto, fermato nell'attimo di un rovinoso atterraggio, introduce il lavoro di Massimo Canuti, artista originario di Guastalla (RE).

Le opere compongono una galleria di animali, alberi e paesaggi sospesi tra realtà e mito, che sfilano silenziosi agli occhi dello spettatore. Creature di un mondo perduto, rimpianto, sognato, che sembrano chiedere conto della frattura fra uomo e natura, nell'aspirazione, frustrata, di ricomporre l'unicità tra Cielo e Terra.

Così l'affermazione contenuta nella preghiera del Figlio "Come in cielo, così in terra", assume valore di indagine se posta in termini interrogativi. "Cosi in cielo, come in terra"? Indagine qui proposta in termini di conoscenza e di coscienza. L'artista non vuole dare risposte, ma propone questa serie di disegni e dipinti in cui cavalli, cani, gatti, pioppi cipressini, sono in nebulosa sospensione, quasi visioni allucinate eppur reali.

Massimo Canuti propone un momento di contemplazione nel tentativo di riunire Terra e Cielo, attraverso la dolorosa riflessione sulla perduta unità tra uomo e natura, mondo esteriore e mondo interiore, perché così sia in Terra ciò che sta in Cielo.

Massimo Canuti è nato nel 1959 a Guastalla, dove vive e lavora. Diplomato all'Istituto P. Toschi di Parma, da tempo prosegue un percorso di ricerca pittorica nell'ambito della cultura figurativa. Provenendo professionalmente dal mondo eterogeneo della grafica, nella concezione e nella pratica del fare Arte si sente profondamente legato a tutte le forme espressive figurative - fotografia, fumetto, cinema - nessuna esclusa.

Il giorno 23 marzo,  dalle ore 17.00, si svolgerà un incontro tra l'artista e il dott. Marco Valli, insegnante e psicoterapeuta, per un approfondimento sulla genesi e il significato delle opere esposte.

Data_inizio:
Sab, 03/09/2013 - 17:00
Data_fine:
31.03.2013 (All day)
Info
Quando:
Dal 9 al 31 marzo 2013
Location:
Galleria San Francesco, Via Bardi, 4/B - REGGIO EMILIA
Location breve:
Galleria San Francesco - REGGIO EMILIA
Tel.:
0522/440458

Sezione:

Province:

Eventi:

Claudia Bianchi - Le donne l'han sempre saputo

Scheda evento

Descrizione:

L'attività espositiva di Spazio Art È a Reggio Emilia (via Battaglione Toscano, 1b) prosegue, dal 9 marzo al 24 aprile, con la personale di Claudia Bianchi, a cura di Alberto Agazzani. L'esposizione, realizzata in collaborazione con la Galleria RezArte Contemporanea di Reggio Emilia, è inserita nel calendario di Primavera Donna 2013.
 
Le donne l'han sempre saputo è il titolo della mostra, che fa riferimento alla frase di una celebre canzone di Luciano Ligabue per sottolineare l'importanza del ruolo delle donne, portatrici di una sapienza antica ed attualissima, in un'epoca di considerevoli cambiamenti.

In mostra, una ventina di opere ad olio su tela, alcune della quali di grandi dimensioni: dipinti inediti, realizzati nel 2012-2013, nonché lavori appartenenti alle precedenti produzioni, che testimoniano la costante attenzione riservata dall'artista al tema della femminilità.

Come scrive il curatore, «Fedele alla propria espressività, maturata negli anni da un realismo estremo fino alla brillantezza - espressiva e formale - di oggi, Claudia Bianchi regala una gioiosa quanto sottilmente inquieta visione del mondo. Bianchi filtra il visibile attraverso l'occhio luccicante del glamour, trasformando il visibile in un sontuoso e volutamente parossistico gioco di finzioni e idealità, che sotto la superficie di una pittura sontuosa e stupefacente nasconde il messaggio inquieto di una condanna senza appello dell'apparenza. Una pittura forte e decisa, che sotto la superficie di una definizione altissima e di temperature cromatiche vivissime, cela la sensibilità altrettanto estrema di chi, ridisegnandone le forme all'interno di un'idealità assoluta, non ignora la temibile ed ingannevole dualità del visibile».

Nell'ambito della mostra, sabato 12 aprile, alle ore 20.30, si terrà l'incontro "Ti amerò fino alla morte, quando la violenza irrompe nella relazione", organizzato da Ameya Gabriella Canovi in collaborazione con Zonta Club di Reggio Emilia. Saranno presenti: Ameya Gabriella Canovi (docente e psicologa), Marzia Schenetti (autrice del libro "Il gentiluomo. Una storia di stalking", Il Ciliegio, 2011), Waller Corsi (attore), Stefano Mazzacurati (psichiatra) e Celestina Tinelli (avvocato). Un dibattito aperto per cercare di comprendere, attraverso una riflessione collettiva, la psiche umana, femminile e maschile.

Claudia Bianchi nasce a Guastalla (RE), dove vive e lavora. Dopo il diploma magistrale e gli studi di Pedagogia, indirizzo psicologico, si dedica alla sua prima passione: la pittura. Con il supporto del marito, frequenta un corso di pittura di Carlo Ferrari, apprendendo la tecnica classica della velatura. A sua volta insegnante, tiene corsi per il Circolo degli Artisti di Reggio Emilia e l'Associazione Angolo Arte di Correggio (RE). Notata da critici e curatori, collabora con diverse gallerie, esponendo in Italia e all'estero. Nel 2011 è invitata alla Biennale di Venezia, Padiglione Italia, Palazzo Nervi, Torino, a cura di Vittorio Sgarbi. Il suo lavoro è incentrato, in particolar modo, sulla donna e sulle problematiche insite nel vivere contemporaneo. Le sue ultime ricerche sono disponibili presso la Galleria RezArte Contemporanea di Reggio Emilia.

Data_inizio:
Sab, 03/09/2013 - 18:00
Data_fine:
24.04.2013 (All day)
Info
Quando:
Dal 9 marzo al 24 aprile 2013
Location:
Spazio Art É, Via Battaglione Toscano, 1b - REGGIO EMILIA
Location breve:
Spazio Art É - REGGIO EMILIA
Tel.:
0522 433462

Sezione:

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Omar Galliani - Liberare gli angeli

Scheda evento

Descrizione:

Dopo il successo riscosso ad “Arte Fiera 2013”, la Galleria Bonioni Arte di Reggio Emilia  festeggia i dieci anni di attività con una grande mostra di Omar Galliani, che sarà inaugurata sabato 2 marzo 2013, alle ore 17.00.
La personale, curata da Federico Bonioni con un testo critico di Alberto Zanchetta, s’intitola “Liberare gli angeli”, in riferimento ad uno dei temi centrali nella ricerca dell’artista di Montecchio Emilia, che ci esorta a liberare «gli angeli senza paura, poiché ognuno di noi ne conosce il nome anche se non rivelato».

In esposizione, una ventina di opere di recente produzione, appartenenti ad importanti cicli, come “Nuovi volti”, “Nuovi fiori nuovi santi” e “Dal quaderno di Xian”.
Come scrive Alberto Zanchetta, Omar Galliani ha capito che l’arte è senza tempo e che l’artista deve attingere alle sue origini minerali-anatomiche.
L’anatomia è quella del braccio, che trova nella mina della matita il suo prolungamento, come fosse un’estensione naturale più che artificiale. Tale propaggine è anche una [es]tensione prolungata del gesto, quindi del segno, che ha in sé l’agone della performance. Si convenga allora nel considerare Galliani un performer che ha scelto la devianza del disegno, svincolandosi dall’ossessione narcisistica di mostrarsi, preferendo semmai rivelare le tracce lasciate dal proprio corpo. Un corpo che tende all’esenzione, che manca ma non si annulla (restando evocato).

Omar Galliani nasce nel 1954 a Montecchio Emilia (RE), dove vive e lavora. Dopo il diploma all’Accademia di Belle Arti di Bologna e le esperienze concettuali degli anni ’70, all’inizio degli anni ’80 figura tra gli esponenti di spicco del gruppo degli Anacronisti e del Magico Primario, partecipando a tre edizioni della Biennale di Venezia (1982, 1984, 1986), alle biennali di San Paolo del Brasile, Parigi e Tokyo (1982), nonché a due edizioni della Quadriennale di Roma (1986, 1996). Su invito di importanti musei ed istituzioni, tiene mostre personali in tutto il mondo. Risale al 2006-2007 l’importante “Omar Galliani, Tra Oriente e Occidente, China Tour”, con esposizioni negli otto principali Musei d’Arte Contemporanea in Cina. Tra le esposizioni realizzate nel corso del 2012, si ricordano: “D’après Canova. Omar Galliani, opere 1977-1980” (Palazzo Binelli, Carrara), “Nocturno” (Museo d’Arte Moderna, Montevideo e Fondazione Actjunguarry, Punta del Este, Uruguay; Centro Cultural Palacio de La moneda, Santiago del Cile), “Omar, Roma, Amor..” (Museo Bilotti, Roma), “The Male, The Female, the Sacred. Omar Galliani in Dialogue with drawing tradition” (Cafa Art Museum, Pechino) e “Omar Galliani - Alessandro Busci, Un passaggio di generazione” (Museo Maga, Gallarate). Ha, inoltre, partecipato al 58° Festival Puccini di Torre del Lago con l’installazione “Grande disegno italiano” ed è stato a Londra in occasione della mostra delle collezioni d’arte contemporanea della Farnesina presso l’Istituto di Cultura Italiano. Nel 2013 prenderà parte agli eventi collaterali della 55. Biennale di Venezia.

Data_inizio:
Sab, 03/02/2013 - 17:00
Data_fine:
21.04.2013 (All day)
Info
Quando:
Dal 2 marzo al 21 aprile 2013
Location:
Galleria Bonioni Arte, Corso Garibaldi 43 - REGGIO EMILIA
Location breve:
Galleria Bonioni Arte - REGGIO EMILIA
Tel.:
0522435765

Sezione:

Province:

Eventi:

Ivano Bolondi - Atmosfere sospese (Fotografie 1980/2012)

Scheda evento

Descrizione:

La Fondazione Palazzo Magnani dal 23 febbraio al 21 aprile 2013 promuove un importante appuntamento con la fotografia. La cinquecentesca sede espositiva ospiterà la mostra “Ivano Bolondi. Fotografie 1980/2012. Atmosfere sospese” che, nell’ottica della valorizzazione delle eccellenze del territorio - uno degli obiettivi che la Fondazione ha posto tra i punti di azione all’interno del proprio progetto culturale -, intende celebrare il grande fotografo reggiano Ivano Bolondi.

La mostra – curata dal prof. Massimo Mussini, storico dell’arte – presenta oltre 180 scatti del fotografo realizzati in diversi luoghi del mondo tra il 1980 e oggi, capaci di raccontare il viaggio artistico ed umano di un uomo straordinario, sensibile e attento ad ogni aspetto visivo ed emozionale che può celarsi nella realtà circostante.
Ivano Bolondi fotografa dagli anni settanta del Novecento e, senza mai passare al professionismo, ha dedicato all’immagine un ampio spazio della sua attività, tanto da poter essere assimilato a un fotografo free lance per l’impegno creativo.
Alle sue origini vi è l’appartenenza a un attivo circolo cinefotografico e, pertanto, muove i primi passi guardando a Henry Cartier Bresson, il mito dei fotografi amatoriali, ben presto superato dall’attenzione verso Luigi Ghirri, di cui coglie le proposte innovative del linguaggio fotografico italiano.
Fervido nell’immaginazione e creativo per natura, utilizza queste doti nell’attività imprenditoriale inventando congegni meccanici venduti in tutto il mondo e le riversa, in parallelo, nella ricerca fotografica, che affianca la sua passione per i viaggi, intesi come occasione per conoscere altre realtà esistenziali.
Se inizialmente registra le esperienze di viaggiatore con immagini narrative e con l’attenzione alle particolarità dei luoghi, seguendo una consolidata tradizione, nel corso degli anni ottanta il suo linguaggio fotografico subisce una sensibile trasformazione.
Dall’esempio di Ghirri ricava l’idea che la fotografia sia un’operazione principalmente concettuale, non destinata a proporre soltanto immagini descrittive della realtà ma a fornire strumenti interpretativi capaci di sollecitare pensieri ed emozioni nell’osservatore.
Nel primo decennio del nuovo secolo, in parallelo al superamento del dibattito sull’essenza ontologica della fotografia e sul problema della sua referenzialità, determinato dall’introduzione della tecnologia digitale e dall’assimilazione della fotografia all’interno dell’attività artistica, Bolondi modifica ulteriormente il suo approccio fotografico alla realtà. Anziché direttamente sull’ambiente, inizia a puntare l’obiettivo con sempre maggiore frequenza verso la immagine del circostante riflessa da superfici specchianti e a utilizzare lo sfocato al fine di contrastare l’abitudine all’interpretazione referenziale della fotografia e per favorirne una lettura più orientata alla sfera psicologica.
In tal modo raccontare le proprie sensazioni di fronte ai modelli di esistenza e agli aspetti paesaggistici dei territori visitati, diventa occasione per verificare non tanto le differenze fra le varie culture, quanto le analogie di risposta a bisogni fondamentali e comuni.
A questa testimonianza dell’identità umana, celata nella varietà delle forme espressive, corrisponde il linguaggio fotografico utilizzato, sempre diretto e privo di rielaborazioni successive al momento della ripresa. Soltanto negli ultimi tempi, a cominciare dal volume Quale Cina (2012), Bolondi ha iniziato a modificare qualche fotografia con le tecnologie digitali, ritoccandone i valori cromatici allo scopo di evidenziare passaggi tematici nell’impaginato del libro, così come ha aggiunto brani di filmato negli audiovisivi, da sempre utilizzati per presentare al pubblico le proprie ricerche fotografiche, manifestando, anche in queste trasformazioni del suo linguaggio espressivo, l’attenzione costante all’evolversi delle arti visive odierne.
Ha al suo attivo una decina di libri fotografici, diverse diecine di audiovisivi elaborati con la collaborazione della moglie Eugenia, sua costante compagna di viaggio e “segretaria di redazione” dalla memoria inossidabile.

La mostra, che sarà arricchita da audiovisivi e documenti, è frutto di un progetto prodotto e promosso dalla Fondazione Palazzo Magnani, con la partecipazione della Provincia di Reggio Emilia, Fondazione Pietro Manodori, Camera di Commercio di Reggio Emilia e con il contributo di Landi Renzo spa e CCPL Reggio Emilia; media partner: IBS Italcuscinetti.
 

Data_inizio:
Sab, 02/23/2013 - 11:30
Data_fine:
21.04.2013 (All day)
Info
Quando:
Dal 23 febbraio al 21 aprile 2013
Location:
Palazzo Magnani, Corso Garibaldi 31 - REGGIO EMILIA
Location breve:
Palazzo Magnani - REGGIO EMILIA
Orario:
apertura al pubblico sabato 23 febbraio ore 15.30 Da martedì a venerdì 10.00 -13.00 / 15.30 - 19.00 Sabato e Festivi 10.00 - 19.00 Chiuso lunedì Lunedì 1 aprile aperto 10.00-19.00
Contatto:
Palazzo Magnani
Tel.:
0522 454437

Sezione:

Province:

Eventi:

Arte in agenda - A tu per tu con… Pablo Picasso

Scheda evento

Descrizione:

È una Festa della Donna e una Pasqua all’insegna di Pablo Picasso, quella che attende Reggio Emilia. Dall’8 marzo al 1 aprile 2013, Palazzo Magnani ospita Femme sur un fauteuil. Buste (Donna seduta. Busto), uno straordinario dipinto del genio che cambiò per sempre l’arte del Novecento.

Femme sur un fauteuil. Buste (Donna seduta. Busto) è un intenso ritratto della moglie Jacqueline (un olio su tela, cm 116x89) datato 1962 che testimonia l’ultima maniera di Picasso, in cui le elaborazioni del periodo cubista cedono il passo a un segno vigoroso e deciso e a colori marcati.

L’evento che cade nel 40° della morte di Picasso (1881-1973), è parte del progetto Arte in Agenda. A tu per tu con… ideato e promosso dalla Fondazione Palazzo Magnani di Reggio Emilia.
Si tratta di un’occasione da non perdere per ammirare un capolavoro che a distanza di 20 anni – fu esposto nel 1993 – torna ad offrirsi al grande pubblico grazie alla collaborazione e sensibilità della Famiglia Barilla che ha reso possibile questo importante appuntamento culturale.

Picasso conosce Jacqueline Huntin nell'estate del 1952, ma solo due anni dopo inizia a ritrarla. Ha così inizio l'époque Jacqueline che vedrà il moltiplicarsi di tele, incisioni, disegni, sculture e ceramiche, tutte dedicate alla moglie. Gran parte dei dipinti tardi di Picasso, come questo, portano una data precisa, come giorno, mese e anno, e hanno perciò quasi la valenza di diario per immagini. L'artista disse una volta a Françoise Gillot: “dipingo come altri scrivono la loro autobiografia”.
Lo stile di Picasso maturo è caratterizzato da un uso stenografico del tratto, quasi ad ideogrammi, e da una stesura densa e violenta del colore. L’artista diviene ancora più audace ed esuberante producendo in anticipo sui tempi opere “neoespressioniste”. La sua rottura con la prospettiva scientifica – che si apre con il periodo cubista – è ora ulteriormente evidente nell’essenzialità dei segni che definiscono le forme, una sorta di non finito, volto a restituire un’idea complessiva e abbreviata dell’immagine osservata.
Dal punto di vista compositivo questo dipinto presenta delle affinità con l'opera di artisti che in questa fase della sua vita Picasso sentiva particolarmente vicini: Velázquez, nel fondo cupo, risonante, indifferenziato da cui emerge la figura, Van Gogh – il vero nume tutelare dell'ultimo Picasso – nel taglio della figura e nel modo diretto di confrontarsi con essa.
Siamo di fronte ad un antinaturalismo che riflette in parte la distanza dal mondo avvertita dall’artista, estraneità che si ritrova negli occhi spalancati di Jacqueline.

L'esposizione è realizzata grazie alla gentile collaborazione della Collezione Barilla di Arte Moderna che ha concesso in prestito l’opera, e alla partecipazione di: Provincia di Reggio Emilia, Fondazione Pietro Manodori e Camera di Commercio di Reggio Emilia e con il contributo di Landi Renzo spa, CCPL e IBS Italcuscinetti (media partener).

La Fondazione Palazzo Magnani, nell'ottica di un ampio approfondimento dei linguaggi artistici, si fa promotrice di appuntamenti che nel corso dell'anno coglieranno l'occasione di ricorrenze, eventi e date speciali, per presentare la grande Arte. Accanto alle prestigiose mostre, la Fondazione propone un avvincente viaggio nella storia dell'arte attraverso singole opere e personalità tra le più significative di sempre.
In quest’ottica, s’inserisce l’iniziativa Arte in agenda. A tu per tu con… che propone, attraverso un intenso percorso dall'arte antica a quella contemporanea, un'opera unica di straordinario valore, proveniente da prestigiosi Musei e Collezioni Private nazionali e internazionali.
Arte in agenda, attraverso la lettura e la comprensione dell'opera che di volta in volta verrà presentata, condurrà il visitatore a ripercorrere le poetiche degli artisti, l'anima di certe elaborazioni creative e brani di storia dell'arte che possono costituire utili strumenti di riflessione sull'oggi.
Le opere d'arte - antiche, moderne o contemporanee -, infatti, non hanno mai guardato l'uomo dall'alto dei loro processi creativi, bensì hanno sempre svolto il ruolo di fedele specchio della vita e della storia in cui sono nate, all'interno di processi evolutivi costanti, a volte lineari, ma più spesso intrecciati, complessi o addirittura ciclici.
Per questo ogni creazione non è mai figlia unicamente del proprio tempo, ma possiede una valenza più ampia; può infatti contenere riferimenti, elementi di contatto o di rottura con quanto elaborato in precedenza e al contempo può offrire importanti spunti che saranno oggetto d'indagine per i linguaggi futuri.

Pablo Picasso (Malaga, Spagna 1881- Mougins, Francia 1973) è senza ombra di dubbio l'artista più celebre e dirompente del Novecento: in una carriera durata oltre settant'anni si è cimentato con tutti i linguaggi espressivi – pittura, scultura, grafica, scenografia, ceramica – e, grazie alla sua instancabile ricerca creativa, ha rivoluzionato per sempre il fare artistico della sua epoca aprendo la strada alla contemporaneità.
È uno degli artefici dell'abbandono di secoli di lavoro fondato sullo sforzo di impadronirsi dei codici della prospettiva e della rappresentazione e nelle sue opere ha ridefinito completamente lo spazio della creazione generando ciò che oggi chiamiamo Cubismo. Ma parallelamente alle sue innovazioni e ai diversi periodi della sua attività, Picasso ha continuato a seguire e a tener sempre presenti le opere dei grandi maestri del passato che ha rivisitato secondo il suo stile.
La sua produzione si articola in varie fasi artistiche: dal periodo blu a quello rosa, dal periodo della ricerca “africana” al Cubismo e, ancora, il periodo classico, le pitture surrealiste, gli anni dell’impegno politico, fino alle variazioni sul tema ispirate ai grandi maestri del passato, per concludere con gli ultimi quadri che arrivano ai primi anni settanta.
Picasso ha influenzato gran parte degli artisti del suo secolo da Matisse a De Kooning, Pollock, Moore, Sutherland, fino a Basquiat. Molti artisti italiani, quali Morlotti, Vedova e altri, hanno fatto, prima o poi, i conti con lui. Nessuno si è salvato da Picasso.

Data_inizio:
Ven, 03/08/2013 (All day)
Data_fine:
01.04.2013 (All day)
Info
Quando:
Dall'8 marzo al 1 aprile 2013
Location:
Palazzo Magnani, Corso Garibaldi 31 - REGGIO EMILIA
Location breve:
Palazzo Magnani - REGGIO EMILIA
A cura di:
della Fondazione Palazzo Magnani
Orario:
da martedì a venerdì 10.00 -13.00 / 15.30 - 19.00 Sabato e Festivi 10.00 - 19.00 Chiuso lunedì
Contatto:
Palazzo Magnani
Tel.:
0522 454437

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