Casino Royale, my name is Bond, James Bond

ConSequenze

[img_assist|nid=3567|title=|desc=|link=none|align=left|width=134|height=200]Chi l’avrebbe mai detto che il nuovo James Bond sarebbe stato biondo! Eppure, è successo anche questo ed anzi, Casino Royale, ultimo episodio in ordine cronologico dell’agente segreto più famoso del mondo, creato nel lontano 1953 da Ian Fleming, siamo certi che piacerà anche a chi non ha è mai stato fervente estimatore delle vicende al limite del verosimile dell’affascinate agente dei servizi segreti di Sua Maestà la Regina d’Inghilterra.

Casino Royale finalmente si sofferma sull’evoluzione di Bond – uomo, e senza tralasciare la componente spettacolare,  va a scandagliare la personalità dell’agente, rendendolo più reale, e decisamente più simpatico. Il film, diretto da Martin Campbell è senz’altro ben riuscito e gli si possono muovere solo due piccole critiche: la lunghezza talora eccessiva delle scene della partita a poker e l’indulgere un po’ troppo nel racconto della relazione tra Bond e Vesper.

Le prime scene sono girate rigorosamente in bianco e nero e ci mostrano James Bond impegnato a guadagnarsi i due zeri e la licenza di uccidere: scene forti in cui facciamo conoscenza per la prima volta con il nuovo Bond, l’eccellente Daniel Craig perfettamente a suo agio nei panni dell’agente, tanto da far sbiadire le prestazioni degli ultimi Bond. Un Bond assolutamente inedito, biondo e palestratissimo e soprattutto umano, reale.

Nel nuovo episodio Bond è stato incaricato da M (Judi Dench), capo dei servizi segreti britannici, di una importante e rischiosa  missione: scovare e rendere inoffensivo Le Chiffre (il danese Mads Mikkelsen già apprezzato nel bellissimo Le mele di Adamo) il banchiere preferito dalle organizzazioni terroristiche dell’intero globo. Per coprire un forte ammanco e rimpinguare le casse destinate alle operazioni terroristiche, Le Chiffre ha organizzato con i migliori giocatori mondiali una partita di poker al Casino Royale, nel Montenegro. Bond, abile giocatore di poker riesce a infiltrarsi nel gruppo ed affiancato dalla bellissima Vesper Lynd (Eva Green), che ha la funzione di controllare e custodire i fondi messi a disposizione dal governo britannico per la partita contro Le Chiffre, si reca in Montenegro.

Vesper e Bond provano da subito un’attrazione reciproca, mascherata da battibecchi, differenze caratteriali e insofferenze che sfiorano l’odio. La finta coppia si avvarrà in Montenegro di un contatto, Mathis (Giancarlo Giannini), nonché di un imprevisto alleato della CIA, Felix Leiter (Jeffrey Wright). Tra pericoli di ogni tipo, la lunga partita inizia nei lussuosi saloni del Casino Royale. Sia Bond che Vesper si troveranno in pessime acque, al limite della sopportazione umana. Le Chiffre e i suoi scagnozzi useranno tutti i mezzi a loro disposizione per rendere inoffensivo per sempre James Bond ma, Bond è Bond!

Grazie alla sceneggiatura di Neal Purvis, Robert Wade e Paul Haggis (unico nella storia a vincere l'Oscar per la miglior sceneggiatura per due anni di fila, con Million Dollar Baby e con Crash), l’operazione nuovo James Bond, diretta da Campbell, funziona alla perfezione: portando sullo schermo il primo libro omonimo di Ian Fleming sulle avventure di 007, la produzione ha deciso di ricominciare da zero, facendo di Casino Royale il prequel di tutti gli altri film di 007. Detto di Craig, eccellente e già apprezzato in film come Munich di Steven Spielberg, in The Pusher, nell’imminente Infamous, dove, con i capelli tinti di [img_assist|nid=3568|title=|desc=|link=none|align=right|width=640|height=456]castano scuro, di Truman Capote (dove interpreta Perry Smith, il condannato a morte di cui forse si invaghisce, corrisposto, lo scrittore) non si può non spendere più di qualche parola per Eva Green – Vesper, giovane attrice parigina che ha esordito nel film The Dreamers di Bernardo Bertolucci, ed è la donna che fa innamorare e capitolare Bond e che influenzerà i futuri comportamenti dell’uomo verso le altre donne.
Vesper è un personaggio enigmatico, ha mille sfaccettature: è acuta, irriverente, brillante ma anche vulnerabile al tempo stesso ed  è la prima donna di cui Fleming scrive. Ha un enorme impatto sulla vita di Bond. La relazione con lei influenzerà tutte quelle che seguiranno e spiega il motivo per cui il leggendario 007 si comporta così con le donne che incontra.

Altri personaggi da ricordare protagonisti del film di Campbell sono l’italiana Caterina Murino, ex letterina ed ora pare lanciatissima attrice che interpreta Solange, la bella e infelice moglie di Alex Dimitrios, lo spietato socio di Le Chiffre; Ivana Milicevic, che interpreta la fidanzata di Le Chiffre Valenka, personaggio teso, inquieto, compagna di un personaggio malvagio nonché una potenziale assassina; il nostro Claudia Santamaria, qui nella parte del cattivo, un bombarolo incaricato di compiere un attentato, facendo saltare il prototipo di un maestoso aeroplano, interpretazione a dire il vero un po’ impalpabile dato che, per i pochi minuti in cui è sulla scena, non spiaccica nemmeno una parola e fa una gran brutta fine.  
Ciò che ci piace di questo film è che seppure due ore e mezza di durata della pellicola possa apparire eccessiva, il racconto orchestrato da Campbell scorre via che è un piacere. Questo Casino Royale è senz’altro un buon film, più che godibile ed apprezzabile perché ha il grande merito di riportare sulla Terra il Bond visto fino ad ora, rendendolo meno supereroe e più uomo.