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Consilium in Arena: prorogata la chiusura della mostra allestita attorno al celebre dipinto di Tiepolo

Art&fatti

[img_assist|nid=20450|title=|desc=|link=none|align=left|width=130|height=130]UDINE - Quasi 2000 visitatori in appena due mesi. Tante sono state le persone che, sulla scia delle Giornate del Tiepolo organizzate dall’assessorato alla Cultura del Comune di Udine a fine maggio, sono salite nelle gallerie dei Civici Musei del Castello di Udine per visitare la mostra Consilium in arena. Genesi di un dipinto curata da Vania Gransinigh. Ed è proprio confortati da questi numeri che il museo cittadino ha deciso di prorogare la chiusura dell’esposizione, inizialmente prevista per il 2 agosto, fino al 23 dello stesso mese.

Considerato che, senza grossi clamori e investimenti – commenta soddisfatto l’assessore comunale alla Cultura, Luigi Reitani –, abbiamo allestito una piccola esposizione con l’intento prima di tutto di valorizzare e far conoscere al grande pubblico le opere del Tiepolo che i nostri musei posseggono, i risultati in termini di affluenza ci confortano e ci spingono ad andare avanti in questa direzione.

Frutto della collaborazione tra Gianbattista Tiepolo e il figlio Giandomenico, il “Consilium in arena”, da cui prende il nome la mostra, rappresenta il fulcro attorno a cui ruota tutto l’allestimento, ricostruendo il contesto storico e culturale che lo produsse. Per questo l’opera è stata messa a confronto con quadri di soggetto analogo (Carlevarijs, Pannini, etc.), è stata sottoposta a studi e analisi specifiche per testimoniare l’appartenenza ad un filone pittorico sviluppatosi nel Settecento che attribuiva all’immagine visiva una funzione documentaria e storica oltre che estetica.

Il percorso, che si snoda tra la Sala del Tiepolo e il Salone d’Onore del castello, comprende poi, oltre al dipinto, altri materiali documentari, disegni di Giambattista Tiepolo, incisioni e stampe o fotoriproduzioni delle stesse che potrebbero essere servite all’artista.

Realizzato su commissione del conte Monsignor Antonio di Montegnacco (1699-1785), canonico di Aquileia, il quadro documenta un episodio di storia friulana, risalente al 1748, che vide la nobiltà udinese opporsi al Consiglio dell’Ordine di Malta. Nel 1740 quest’ultimo aveva negato al conte Filippo Florio la richiesta ammissione all’Ordine nelle vesti di Cavaliere di Giustizia, poiché gli mancavano i requisiti necessari per un simile onore. La questione fu sottoposta al giudizio di Papa Benedetto XIV, il quale stabilì che a dirimere la questione fosse il Gran Consiglio dell’Ordine stesso. Così nel settembre 1748 il conte Antonio di Montegnacco, si recò a Malta per perorare la causa. L’abilità oratoria del conte e la cospicua documentazione prodotta fecero sì che Filippo Florio e tutta la nobiltà udinese vedessero riconosciuto il diritto di essere ammessi all’Ordine di Malta. A ricordo della vicenda, Antonio di Montegnacco commissionò a Giambattista Tiepolo l’esecuzione di un quadro che raffigurasse con precisione l’avvenimento. Nacque, così, Consilium in arena che, dopo essere appartenuto alla collezione privata del nobiluomo, giunse in dono alla Città di Udine, insieme a tutta la documentazione cartacea che permette di ricostruirne la vicenda storica e l’iter creativo.

La mostra è visitabile, come ricordato fino al 23 agosto, ogni giorno, tranne il lunedì, dalle 10 alle 19. Per informazioni è possibile contattare i Civici Musei del castello allo 0432 271591 oppure il PuntoInforma allo 0432 414717-718.