Copenaghen: Umberto Orsini, Massimo Popolizio e Giuliana Lojodice diretti da Mauro Avogadro al Politeama Rossetti

Foyer
[img_assist|nid=19196|title=|desc=|link=none|align=left|width=130|height=130]TRIESTE - Va in scena, dal 5 al 9 maggio, al politeama Rossetti, Copenhagen di Michael Frayn con un cast stellare che vede Umberto Orsini, Massimo Popolizio e Giuliana Lojodice diretti da Mauro Avogadro, per parlare di etica, scienza, potere.
Copenhagen è un testo contemporaneo, scritto nel 1998 dall’eclettico drammaturgo inglese Michael Frayn: autore divenuto celeberrimo per la fortunatissima commedia sul mondo del teatro Rumori fuori scena, ma a cui si devono molti altri titoli interessanti, fra cui un’opera-documento molto impegnativa sulla Germania di Willy Brandt, come Democracy. Al pari di Rumori fuori scena, anche Copenaghen è immediatamente diventata un caso mondiale, tradotta e messa in scena in oltre trenta Paesi, in versioni teatrali, operistiche e addirittura televisive (con Stephen Rea e Daniel Craig).
In Italia, è arrivata molto presto – nel 1999 – grazie all’intuizione del CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia e di Emilia Romagna Teatro Fondazione, che ne hanno prodotto un allestimento molto interessante, firmato da Mauro Avogadro.
La forza di questo spettacolo risiede di certo nella sua terribile e vitale attualità e contemporaneamente, sul piano della messinscena, sulla perfezione di un cast di raro rilievo, con protagonisti Umberto Orsini, Massimo Popolizio e Giuliana Lojodice.

I temi su cui s’incentra Copenhagen sono cari allo Stabile regionale, che già con Vita di Galileo di Brecht si era interrogato sui rapporti fra potere politico e scienza, sull’opportunità che il progresso venga condizionato da scelte etiche, sui limiti e le responsabilità umane di chi si dedica alla ricerca scientifica.
Nel corso di questa stagione, la riflessione è stata portato [img_assist|nid=19198|title=|desc=|link=none|align=left|width=427|height=640]avanti da Le fiamme e la ragione, in cui Corrado Augias raccontava il pensiero di Giordano Bruno, e ora da questo bellissimo esempio di drammarugia tesa e necessaria, coinvolgente e ricca d’induzioni.
Copenaghen consiste infatti in un’incandescente disputa etica e scientifica a tre voci, densa di angoscianti riflessioni e interrogativi, alla vigilia del primo devastante uso della bomba atomica. La vicenda è ambientata nel 1941 nella capitale nordeuropea occupata dai nazisti e ricostruisce l’incontro di due scienziati, entrambi Premi Nobel, un tempo maestro e allievo. Due ex compagni di ricerche costretti dalla guerra a guardarsi da nemici. L’ebreo danese Niels Bohr (padre della fisica quantistica) e il tedesco Werner Heisenberg (che formulò per primo il  Principio di Indeterminazione) nella piéce sono imprigionati in un labirinto di domande che stentano a trovare risposta.
Nella scenografia di Giacomo Andrico costruita come un’aula universitaria con lunghe lavagne fitte di simboli e formule matematiche, Umberto Orsini interpreta il fisico Bohr, un uomo umbratile e umorale. Una sera Bohr e la moglie Margrethe (Giuliana Lojodice) ricevono la visita inattesa di Werner Heisenberg (Massimo Popolizio): quali saranno i veri motivi della sua visita? Mentre dialogano con l’ospite, le menti dei padroni di casa sono percorse da ipotesi:  il fisico tedesco, in  nome della vecchia amicizia, vuole far sapere a Bohr - ormai schierato con la ricerca Alleata - che il Terzo Reich ancora non possiede la formula della bomba? Oppure è lì per trovare un accordo e bloccare o rallentare, in maniera bilaterale, le ricerche sulle armi nucleari? O magari, è semplicemente lì per offrirgli protezione, forse in cambio di qualche segreto? Tutte ipotesi lecite e tutte in parte con un fondo di verità che non troveranno una risposta univoca, nemmeno nelle considerazioni che i tre personaggi esprimono oggi, supponendo di tornare dal passato: le ambiguità delle situazioni e della personalità dei protagonisti disegnano semmai un nuovo, simbolico e attualissimo corrispettivo del Principio di Indeterminazione.

 

Stagione Teatrale 2009-2010

Dal 5 al 9 maggio 2010from 5 to 9 may 2010

Mercoledì 5, venerdì 7 e sabato 8 maggio, ore 20:30; giovedì 6 maggio, ore 16.00 e ore 20:30; domenica 9 maggio, ore 16.00

Copenaghen

diAuthor: Michael Frayn
traduzione di Filippo Ottoni, Maria Teresa Petruzzi

con Umberto Orsini, Massimo Popolizio, Giuliana Lojodice
Regia diDirector: Mauro Avogadro

Scene:Set: Giacomo Andrico
Costumi:Costumes: Gabriele Mayer
Musiche:Music: Andrea Liberovici

Una produzione:Production: CSS Teatro Stabile di Innovazione del Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna Teatro Fondazione

Biglietti: interi da 16.00 € a 29 €; ridotti da 13:00 € a 24 €

una produzione
CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia
Emilia Romagna Teatro Fondazione

Politeama Rossetti, Viale XX Settembre, 45 - TRIESTE
 
Info: Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia
tel. 0403593511