A Padova Adriano Prosperi illustra il travaglio religioso dell'età del Bembo

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PADOVA - Adriano Prosperi, illustre storico, già docente alla Normale di Pisa, martedì 26 marzo alle 17.30 a Palazzo del Monte di Pietà terrà la terza delle cinque conferenze previste lungo tutto il periodo di mostra, conferenze che si propongono di approfondire vari aspetti della vita del Bembo e del contesto storico, artistico e sociale del Rinascimento.

Il tema che il prof. Prosperi ha scelto per questo suo intervento è “Questioni religiose del primo ‘500: fratture e tentativi di riconciliazione di una cristianità lacerata” una disanima molto approfondita del complesso momento storico di cui Bembo fu diretto protagonista.
Adriano Prosperi, membro dell'’Accademia Nazionale dei Lincei, è stato docente di Storia moderna presso l'Università della Calabria, l'Università di Bologna, l'Università di Pisa e la Scuola Normale Superiore. I suoi principali interessi di studio hanno riguardato la storia dell'Inquisizione romana, la storia dei movimenti ereticali nell'Italia del Cinquecento, la storia delle culture e delle mentalità tra Medioevo ed età moderna.

La sua opera più nota è stata Tribunali della coscienza. Inquisitori, confessori, missionari, in cui Prosperi ha presentato una interpretazione dei modi e delle forme con cui l'egemonia cattolica si sarebbe definitivamente affermata in Italia a cavallo tra XVI e XVII sec., interpretazione che ha suscitato un ampio dibattito storiografico sul peso dell'Inquisizione nella storia italiana.
Ha scritto per le pagine culturali del Corriere della Sera e de Il Sole 24 Ore, occupandosi per lo più di recensioni di libri. In seguito ha collaborato con La Repubblica, estendendo il suo campo di intervento a temi di rilevanza politica e sociale. Ha curato la rubrica il taccuino sul settimanale Left. Ha partecipato ad alcune puntate della trasmissione L'Infedele, condotta da Gad Lerner su La7.
L'’intervento di Prosperi analizzerà i decenni che videro Pietro Bembo impegnato tra Venezia e Roma, prima in veste di segretario del Papa e poi di Cardinale.

“Pochi momenti della storia veneziana sono stati più complicati e più ricchi dal punto di vista della cultura e specialmente delle idee religiose di quello che va dalla battaglia di Agnadello alla metà del secolo, afferma lo studioso. Fu in questi anni che ebbe fine il progetto di costruzione di un grande stato territoriale veneziano nell’Italia centro-settentrionale: il rapporto tra la Dominante e lo Stato di terra subì le scosse più violente. Ma alla crisi politica e sociale si aggiunse anche una componente di carattere religioso. Ne abbiamo testimonianze diffuse che rinviano a grandi personaggi della cultura veneziana e italiana.

Come per altri aspetti anche in questo caso Pietro Bembo fu il modello di una intera cultura. Il percorso biografico che fece di un protagonista della società letteraria e della vita delle corti rinascimentali un cardinale romano rappresenta il disegno esemplare e riassuntivo delle vicende dell’elite di governo veneziana investita dalla crisi politica e religiosa del tempo e posta davanti a scelte drammatiche. Ne sono esempi celebri le figure di Vincenzo Querini e Tommaso Giustiniani e soprattutto quella del loro più giovane amico Gaspare Contarini, tutti passati da una giovanile crisi religiosa a un impegno personale nella soluzione dei problemi di riforma della Chiesa. Lo sfondo è quello di un assetto tradizionale della Chiesa investito dalle opposte e diverse sfide dell’averroismo padovano di Pietro Pomponazzi e della teologia della croce di Martin Lutero”.

Tutti gli incontri sono ad ingresso libero con prenotazione obbligatoria allo 049 8779005 (Call Center).