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Gabriele Ferro dirige l’Orchestra del Teatro La Fenice al Malibran

Classica
VENEZIA -Venerdì 15 gennaio 2010 alle ore 20.00  e sabato 16 alle 20.00 Gabriele Ferro dirigerà al Teatro Malibran il quarto concerto della Stagione sinfonica 2009-2010 della Fondazione Teatro La Fenice, con un programma costruito in ideale simmetria a quello diretto il 9 e 10 gennaio da Michael Boder. Il concerto si aprirà infatti con l’Ouverture Coriolano di Ludwig van Beethoven, proposta nella revisione di Gustav Mahler che la prediligeva e la diresse una ventina di volte tra il 1894 e il 1910. Proseguirà con la Sinfonia concertante per oboe, clarinetto, corno, fagotto e orchestra in mi bemolle maggiore KV Anh. I, 9 di Wolfgang Amadeus Mozart, seconda parte del miniciclo dedicato alle sinfonie concertanti di Mozart con i ruoli solistici affidati alle prime parti dell’Orchestra del Teatro La Fenice (in questo caso Marco Gironi all’oboe, Alessandro Fantini al clarinetto, Andrea Corsini al corno, Roberto Giaccaglia al fagotto); e si concluderà con la Sinfonia n. 4 in mi minore op. 98 di Johannes Brahms, nei movimenti Allegro non troppo, Andante moderato, Allegro giocoso, Allegro energico e passionato. Il concerto del 15 gennaio sarà trasmesso in differita da Rai Radio3. Composta in soli due mesi nel 1807 come introduzione orchestrale alla tragedia Coriolan del poeta austriaco Heinrich Joseph von Collin ed eseguita in marzo in un’accademia in casa Lobkowitz e in aprile all’Hofburgtheater con la tragedia, l’Ouverture op. 62 si ispira alla figura di Cneo Marcio, patrizio romano del V sec. a. C. soprannominato Coriolano dopo la conquista di Corioli, antica capitale dei Volsci. Bandito da Roma per il suo atteggiamento orgoglioso e sprezzante e la sua smodata ambizione di potere, si allea per vendetta con i Volsci e finisce suicida dopo aver rinunciato a invadere Roma in seguito alle suppliche della madre Volumnia. Il contrasto fra la sfrenata volontà di potenza e i legami imposti alla sete di azione dagli affetti e dai sentimenti si esprime nell’opposizione di due temi fondamentali derivati dalla stessa cellula, uno aspro e tormentato, l’altro tenero e consolatorio. Un terzo tema, febbrile, nato dalla fusione dei primi due conclude l’esposizione, seguita – senza sviluppo – da una ripresa drammaticamente basata sulla tonalità della sottodominante. Alla fine della coda il primo tema è sottoposto a un procedimento di inesorabile dissoluzione che esprime la sconfitta e la condanna di Coriolano, eroe negativo incapace di rapportarsi con il mondo. La Sinfonia concertante per fiati e orchestra fu composta da Mozart nel 1778 per un’esibizione ai Concerts spirituels di Parigi di quattro virtuosi tedeschi – il flautista Wendling, l’oboista Ramm, il cornista Punto e il fagottista Ritter – con i quali il ventiduenne compositore era giunto a Parigi da Mannheim. Il brano, commissionato da Legros, direttore dei Concerts spirituels, non fu però mai eseguito, e l’autografo andò perduto senza che Mozart avesse potuto trarne una copia. Considerata smarrita per più di un secolo, la composizione fu ritrovata nel 1886 nella Biblioteca reale di Prussia, ma in una versione non autografa con oboe e clarinetto al posto di flauto e oboe. Di qui le numerose discussioni sulla sua autenticità, che portarono a includerla fra le composizioni mozartiane nella terza edizione del catalogo Köchel (KV3 297b) inserendola invece fra le composizioni di attribuzione incerta nella prima e nella sesta edizione dello stesso catalogo (KV Anh. I, 9 e KV6 Anh. C 14.01). La composizione potrebbe essere interamente o parzialmente originale (riscritta a memoria da Mozart per il nuovo organico o adattata da altri nelle parti solistiche e/o nella parte orchestrale), o anche frutto di un’imitazione dello stile mozartiano. Si tratta comunque di un lavoro di grande ricchezza musicale, in cui all’abilità nella scrittura per fiati – in grado di valorizzare ogni strumento nella sua tessitura più efficace – l’autore unisce lo schema tipico del concerto di quell’epoca, immergendo i quattro solisti in un rigoglioso sviluppo di motivi dalla speciale vena lirica. Scritta fra il 1884 e il 1885 ed eseguita per la rima volta il 25 ottobre 1885 con l’orchestra della cappella ducale di Meiningen diretta dall’autore, la Quarta Sinfonia di Brahms rappresenta una sorta di punto di giunzione tra la concezione sinfonica beethoveniana e la sensibilità moderna. Sotto la costruzione regolare in quattro movimenti sono dissimulate esuberanti energie inventive e fra cantabilità e contrappunto s’insinuano vividi spunti zigano-ungheresi e particolari timbrici che preannunciano Debussy. Il primo movimento, Allegro non troppo, si apre con un tema di elegante cantabilità liederistica seguito da un secondo tema di fanfara che a sua volta cede il passo a una cantilena larga e appassionata dei violoncelli. Segue un Andante moderato in mi maggiore seguito da un Allegro giocoso dal carattere di scherzo ricco di bruschi mutamenti di colore. L’ultimo movimento, Allegro energico e passionato, è in forma di Ciaccona, con un tema di otto note variato 36 volte, sintesi di barocco e classicità e insieme corsa all’abisso e negazione del finale ottimistico di marca beethoveniana. Stagione sinfonica 2009-2010 Venerdì 15 gennaio 2010, ore 20.00  e sabato 16 gennaio 2010, ore 20.00  Teatro Malibran - VENEZIA Orchestra del Teatro La Fenice Gabriele Ferro, direttore Marco Gironi: oboe Alessandro Fantini: clarinetto Andrea Corsini: corno Roberto Giaccaglia: fagotto esegue Ludwig van Beethoven, Ouverture op. 62 "Coriolano" nella revisione di Gustav Mahler Wolfgang Amadeus Mozart, Sinfonia concertante per oboe, clarinetto, corno, fagotto e orchestra in mi bemolle maggiore KV Anh. I, 9  Johannes Brahms, Sinfonia n. 4 in mi minore op. 98 Allegro non troppo, Andante moderato, Allegro giocoso, Allegro energico e passionato Info: www.teatrolafenice.it