Giornate del Cinema Muto 2009: Pordenone omaggia le dive del muto Francesca Bertini e Pola Negri

ConSequenze
[img_assist|nid=24276|title=|desc=|link=none|align=left|width=130|height=130]PORDENONE - Due tra le più grandi figure del cinema europeo degli anni Dieci e Venti del secolo scorso, Francesca Bertini e Pola Negri, tornano sullo schermo per il pubblico delle Giornate del Cinema Muto, in corso in questi giorni a Pordenone. Martedì 6 ottobre il festival rende omaggio alle due dive per antonomasia presentando quattro film in collaborazione con la Cineteca Nazionale di Roma. Di Francesca Bertini si vedranno Amore senza stima (1912) di Baldassarre Negroni, il singolare Mariute (1918) di Edoardo Bencivenga e Marion, artista di caffè-concerto (1920) di Roberto Roberti, il padre di Sergio Leone. Nel primo, che porta un titolo attribuito in un momento successivo alla sua realizzazione (mentre quello con cui fu originariamente distribuito rimane ancora incerto), la Bertini, appena ventenne e già dotata di un fascino magnetico, è la protagonista di una storia trasgressiva, vero capolavoro di un primo naturalismo del cinema romano. Realizzato dopo la disfatta di Caporetto,[img_assist|nid=24279|title=|desc=|link=none|align=right|width=640|height=538] Mariute è invece una singolare opera di propaganda bellica, girata in tutta fretta per testimoniare la mobilitazione e la solidarietà del mondo dello spettacolo alle truppe impegnate al fronte e alle popolazioni invase dal nemico. La Bertini interpreta il doppio ruolo di se stessa e di una contadina friulana che subisce violenza dai soldati austriaci, personaggio quest’ultimo che le appare in sogno dopo aver ascoltato da un ufficiale reduce dalla prima linea il racconto del martirio del popolo friulano. Come scriveva il critico Mario Quargnolo, il film è in realtà un “involontario e impressionante documento di insensibilità”, esibizione della dolce vita della Bertini e del suo entourage, in una Roma dove gli echi del conflitto giungevano molto smorzati, in acuto contrasto con la cruda realtà della guerra vissuta e delle violenze subite. Si tratta peraltro di uno dei pochissimi film dell’epoca con personaggi e ambientazione friulani. [img_assist|nid=24281|title=|desc=|link=none|align=left|width=640|height=476]Marion, artista di caffè-concerto è uno dei quattordici film con Francesca Bertini che Roberto Leone Roberti diresse tra il 1917 e il 1925. Protagonista del dramma è una fanciulla dal passato doloroso, seducente ma ingenua, lanciata nel pericoloso mondo del teatro, dove diventa esca di brame e desideri e, illudendosi di aver trovato l’amore, rimane fatalmente ingannata. A causa della passionalità del soggetto, la censura impose il taglio di due didascalie e la revisione di una terza parte, verso il finale. L’ottima regia e le belle scenografie di Alfredo Manzi esaltano una delle migliori interpretazioni della Bertini, accolta anche dalla critica di allora con commenti entusiastici. Una Bertini naturale e suggestiva in tutta la gamma delle emozioni che il ruolo la chiama a interpretare. Altrettanto bella e fatale appare la ventunenne Pola Negri nel tedesco Wenn Das Herz in Hab Ergluht (Vampa d’odio) di Kurt Matull, un film a lungo erroneamente identificato come una produzione polacca del 1917 e di cui solo l’anno scorso si è stabilita la vera identità. Matull valorizza fino in fondo il caratteristico modo di muoversi da ballerina di Pola Negri, concedendole non solo lunghe scene in cui l’attenzione si concentra proprio sulle movenze della diva ma anche il più ardito dei partner possibili: un serpente con cui danza o che abbraccia affettuosa. Lubitsch e Hollywood sono di là da venire, così come le storie d’amore con Chaplin e Valentino, ma il futuro glorioso dell’attrice è già tutto in questa interpretazione. La giornata di martedì al Teatro Verdi riserva altri momenti sorprendenti, come la proiezione del cortometraggio ritrovato Monkey’s Moon (1929) del pittore e grande appassionato di cinema Kenneth Macpherson, tra i fondatori di Pool e della rivista Close Up, autore di Borderline, fino a poco tempo fa ritenuto l’unico suo film sopravvissuto. Anche da qui il valore della scoperta di questa splendida elegia al chiaro di luna con un musicista jazz e due piccole scimmie in un giardino prima della pioggia. Per la rassegna dedicata a Sherlock Holmes, è in programma uno dei lungometraggi più attesi, The Sign of Four (1923) di Maurice Elvey, con “il miglior Holmes del cinema muto”, Eille Norwood.   Dal 3 al 10 ottobre 2009 PORDENONE – locations varie Le Giornate del Cinema Muto 2009 – XXVIII edizione Martedì 6 ottobre   Il programma Teatro Verdi   Ore 09:00 Riscoperte/Rediscoveries Kurotegumi Sukeroku (JP 1929) Taizo Fuyushima, Eiji Furono; 35mm, 16' Pianoforte: Mie Yanashita Eine Versunkene Welt (AT 1922) Alexander Korda; 35mm, 68' Pianoforte: Philip Carli Ore 10.30 Dive/Divas Pola Negri Wenn Das Herz In Hass Erglüht (DE 1918), Kurt Matull; 35mm, 48' Pianoforte: John Sweeney Francesca Bertini Amore senza stima (IT 1912), Baldassarre Negroni; 35mm, 47' Pianoforte: Antonio Coppola Ore 14.30 Riscoperte/Rediscoveries Die Kleine Vom Varieté (DE 1926) Hanns Schwarz; 35mm, 90' Pianoforte: Stephen Horne Ore 16.00 Sherlock e gli altri/Sherlock And Beyond - 3 Pianoforte: Philip Carli Ore 17.30 Riscoperte/Rediscoveries Monkeys’ Moon (GB 1929) Kenneth Macpherson; 35mm, 10' (20 fps) Il canone rivisitato/The Canon Revisited Dom Na Trubnoi (USSR 1928) Boris Barnet; 35mm, 66' Pianoforte: Günter Buchwald     Ore 20.30 Jugoslovenska Kinoteka 60 Pianoforte: Gabriel Thibaudeau Ore 22.30 Dive/Divas Francesca Bertini Mariute (IT 1918), Edoardo Bencivenga 35mm, 28' Marion, artista di caffè-concerto (IT 1920), Roberto Roberti; 35mm, 53' Pianoforte: Antonio Coppola   Ridotto del Verdi Ore 10.30 Ritratti/Portraits Heppy’s Daughter (GB 2009); digital video, 58' Ore 13.00 Collegium Dialogue - 3 Rispettabilità, Sherlock Holmes e il dibattito sulle serie e i serial/Respectability, Sherlock Holmes and the Series/Serials Ore 14.30 Eventi Speciali/Special Events An Audience with Jean Darling Ore 16.00 Riscoperte/Rediscoveries The Letter From Hollywood (US, c. 1926) 16mm, 10' (24 fps); did. ENG Giornate di sole (IT 1934), Renato Spinotti; DigiBeta, 50' Auditorium della Regione Ore 11.00 The Pordenone Masterclasses 2009 Convento di S.Francesco Ore 18.00 Incontro con l’autore/Meeting The Author     Info: La Cineteca del Friuli info@cinetecadelfriuli.org www.cinetecadelfriuli.org/gcm