La Cooperativa Itaca a Folkest 2010 per la Salute Mentale

ConVoglia

PORDENONE - Da 10 anni Folkest e Itaca condividono un cammino comune per promuovere il lavoro di rete e di incontri. Anche quest’anno ci piace ricordare che Cooperativa sociale Itaca e Folkest, vogliono promuovere e sostenere la vicinanza, la fratellanza, l'aiuto reciproco, al di là di ogni confine etnico, stigmatico, religioso, fisico o di qualsiasi altro genere.

Ci piace riportare nello specifico l’attenzione alle persone con sofferenza mentale, all'accoglienza, al rispetto di tutte le individualità, ma anche alla salvaguardia del diritto di cittadinanza, al potenziamento dell'autonomia ed alla valorizzazione di tutte le abilità. Crediamo che solo partendo da questi principi esse possano migliorare la qualità della propria vita e di chi sta attorno, della società, nonché esprimere tutte le potenzialità che hanno.
Itaca e Folkest percorrono insieme questa strada da 10 anni: Concordia Sagittaria (2001 e 2002), Latisana (2003), Venzone (2004), Pordenone (2005), Maniago e Pordenone (2006), Pordenone e Portogruaro (2007), San Donà di Piave e Pordenone (2008). San Donà di Piave e Pordenone (2009).
Per celebrare nel migliore dei modi il Decennale di collaborazione ed amicizia tra Itaca e Folkest - in stretta collaborazione con i Comuni di Maniago, Udine e Pordenone - quest’anno gli appuntamenti saranno quattro: il 21 luglio a Maniago (Pn) presso il Cortile della nuova Biblioteca civica in via dei Battiferri, il 22 e 25 luglio a Udine presso il parco di Sant’Osvaldo ed il 27 luglio a Pordenone in piazza XX Settembre. Tutte e quattro le serate sono inserite nei rispettivi cartelloni delle manifestazioni estive delle tre città.
A Maniago e Udine saliranno sul palco i TerraGnora, gruppo di musica popolare che arriva dalla Basilicata, nato nel 1997 da un progetto dell’associazione “Loe” di Matera e della Cooperativa “Progetto Popolare” di Montescaglioso. Da allora, in forma autonoma, lavorano sulla riproposizione e rielaborazione di un repertorio popolare “aperto”. I TerraGnora sono una vera e propria chicca per il Folkest 2010: attraverso contaminazioni si sperimentano nella costruzione, oltre che dei loro stessi strumenti, di contesti musicali e sociali fondati sulla ricerca e la valorizzazione della diversità. Propongono un repertorio tracciato lungo le linee principali della tradizione popolare: i canti di amore, di festa, di lavoro e di protesta. Voci che cantano di antichi riti e di nuovi soprusi: Le nuove feste popolari sono i cortei pacifisti, sono i blocchi stradali di Scanzano, Rapolla e Melfi ed è lì che ci morde la taranta – affermano.
Ancora a Udine la Banda di Piazza Caricamento (Liguria) arriva da Genova ed è composta da una ventina di giovani musicisti provenienti da ogni parte del mondo. Trascineranno il pubblico con travolgenti ritmi in un’armonica fusione di stili, linguaggi e tradizioni, in un viaggio musicale dai forti contenuti sociali. Un progetto aperto che unisce stili e melodie differenti, raccogliendo l’energia dei giovani immigrati e il linguaggio delle tradizioni e culture d’origine per fonderli agli slang e ai ritmi delle nostre città. Una “babele” musicale già famosa e apprezzata a livello internazionale una sorta di multicolore parata di strada che coinvolgerà il pubblico in uno spettacolo definito come un laboratorio sociale ideato dal basso. Esempio ed insegnamento reale di quel necessario dialogo interculturale che, oggi più che mai, deve svilupparsi tra i popoli, tra le etnie, le culture, ma soprattutto tra le persone.
A Pordenone ad esibirsi sarà la sorprendente violinista spagnola Judith Mateo, che con la sua band esprime un piacevole e coinvolgente rock folk. Figlia adottiva della Nazione Celta, viene dalle terre dove i mulini e la pianura della Mancha dominano il paesaggio, e unisce la sua passione per questa cultura con l’armonia del suo violino. Dalla natale Cuenca, ha esportato le sue melodie in gran parte della geografia spagnola e sulle scene internazionali. I suoi brani prendono spunto da versioni tradizionali e temi propri, e la sua musica riesce subito a catturare l’attenzione di un pubblico molto vario. L’armonia del violino si unisce al bodhran, le tastiere, le chitarre elettriche, il basso e la batteria suonati dai migliori musicisti spagnoli. Ne risulta uno spettacolo in cui la tradizione celtica si fonde coi ritmi più attuali, come il funky o lo ska, dando spazio pure a influssi orientali, arabi e meticci.
Sia nel Pordenonese che nell’Udinese i soci di Itaca collaborano con i locali Dipartimenti di Salute Mentale delle Aziende sanitarie da diversi anni. Una collaborazione che è co-progettazione tesa alla riabilitazione, risocializzazione, inserimento lavorativo, e che implica reti e legami anche con le agenzie del territorio, a partire dalle Cooperative sociali di tipo B e le associazioni dei familiari. In ogni luogo si lavora per programmi individuali con le persone inserite, cercando di usufruire il più possibile dei contesti informali esterni al circuito “sanitario”.
A Maniago da ormai più di un anno è stata avviata una nuova comunità che accoglie persone con gravi sofferenze mentali, che hanno bisogno di cure e attenzioni al fine di poter ricostruire i propri percorsi di vita, dopo periodi a volte anche lunghi di allontanamento dal proprio ambiente. Gli operatori della Cooperativa Itaca, in collaborazione con quelli del servizio pubblico, cercano di creare un “gruppo di dimensione familiare” per aiutarli a rassicurarsi, riappropriarsi delle proprie capacità, relazionarsi con gli altri in modo adeguato, reinserirsi nella dimensione sociale.
A Udine il concerto viene proposto nel cartellone della “Festa d’Estate” all’interno della cornice del Parco di Sant’Osvaldo, un tempo sede del manicomio provinciale e dove, quasi quindici anni fa, è iniziato il lavoro di chiusura e de istituzionalizzazione che ha portato alla nascita delle attuali comunità residenziali territoriali.
Oggi quegli spazi accolgono uffici pubblici, sedi di Cooperative, Associazioni, e sono aperti ai cittadini con offerte di ristorazione e di intrattenimento e svago, così come di incontri sportivi, che si ripetono più volte nell’anno.
La sofferenza mentale sicuramente esiste ancora, ma trova accoglienza e risposte (per quanto migliorabili) nel territorio, con progetti che si attuano sia a domicilio, che nei centri diurni, nei Csm ora aperti anche sulle 24 ore, nelle strutture residenziali dove gli operatori sono presenti o di giorno o sulle 24 ore, con interventi assistenziali, riabilitativi, di accompagnamento al lavoro, a seconda dei progetti terapeutici personalizzati che vengono definiti in accordo con l’equipe curante.

Tra gli altri servizi gestiti da Itaca a Maniago un cenno merita la comunità di Casa Carli, che offre un servizio residenziale sulle 24 ore prevalentemente a favore di soggetti disabili con l’obiettivo di stimolare e sostenere l’integrazione sociale e culturale nel territorio e nella comunità locale, e promuovere sul piano educativo-assistenziale le abilità degli ospiti accolti. Stessi obiettivi perseguiti a Udine in quel di Cjase Nestre.
Nella prima infanzia a Pordenone Itaca ha attivato in proprio il servizio di Asilo nido Farfabruco (accreditato dal Comune di Pordenone) che, in collaborazione con la famiglia, garantisce alla prima infanzia le condizioni per un armonico sviluppo psico - fisico e sociale attraverso un intervento educativo di cui il bambino è il vero protagonista. A Torre di Pordenone, infine, c’è Casa Incontro, servizio rivolto ad anziani affetti da disturbi cognitivi (demenza e Alzheimer), per i quali la frequenza al Centro diurno può avere validità socializzante e riabilitativa. Il piano di assistenza individuale, formulato con la collaborazione dei familiari, prevede l’applicazione del metodo Gentlecare.

Folkest 2010

Maniago 21 luglio h 21.15

Cortile Biblioteca via dei Battiferri

TerraGnora (Basilicata - Matera)

Udine 22 luglio h 21.15

Parco di S. Osvaldo

Terragnora (Basilicata - Matera)

Udine 25 luglio h 20.30

Parco di S. Osvaldo

Banda di Piazza Caricamento (Liguria - Genova)

Pordenone 27 luglio h 21.15
Piazza XX Settembre
Judith Mateo (Spagna – Asturie)
 

Le schede dei gruppi

TerraGnora
Il loro genere è la musica popolare, tradizionale, agropop, etnica. Così almeno si definiscono su Facebook. Arrivano da Matera e sono Tommaso Di Marzio (percussioni, voce), Adele Caputo (voce), Piero Pacione (chitarra battente, chitarra classica, voce), Rino Locantore (cupacupa, bottiglia, bidon bass, armonica,voce), Daniele Gagliardi (tamburi a cornice, tromba degli zingari), Massimo Carlucci (cupacupa, trozzola, campanacci), Gregorio Giamba (violino). Arrivano da Matera e la loro etichetta discografica è Onyx Jazzclub, Nigrizia Multimedia.
Il gruppo nasce nel 1997 da un progetto dell’associazione “Loe” di Matera e della cooperativa “Progetto Popolare” di Montescaglioso e, da allora, in forma autonoma, lavora sulla riproposizione - rielaborazione di un repertorio popolare “aperto”. Attraverso contaminazioni il gruppo si sperimenta nella costruzione di contesti musicali e sociali fondati sulla ricerca e la valorizzazione della diversità, proponendo un repertorio tracciato lungo le linee principali della tradizione popolare: i canti di amore, di festa, di lavoro e di protesta. Sulle vibrazioni delle cupacupa si inseriscono le melodie cicliche delle chitarre in un’atmosfera segnata dal percuotere incalzante dei tamburi. Le voci cantano di antichi riti e di nuovi soprusi. “E’ il nostro canto del Sud, con la testa in aria e i piedi per terra: in questa regione di santi, maghi, petrolio e salotti”.
Sul palco sono travolgenti e danno un’idea di quanto la musica, a volte, possa trasformarsi in un impegno fisico. Due chitarre e cinque percussioni, dai normali tamburi, ai cupacupa, alle trozzole, al tamburo a cornice. Un treno in corsa di musica popolare cantato in dialetto materano e montese. Pizzica la taranta e il fragore dei campanacci si affaccia prepotente. Blocchi stradali, nottate e gente per le strade in una lunga processione. Rullano i tamburi con lontani echi di battaglie fino a quando le corde della chitarra battente danno l’atmosfera di una melodia.

Banda di Piazza Caricamento
La loro etichetta discografica è la Babelsound (dalla loro pagina su Facebook) e altro non poteva essere per un gruppo che arriva da India, Marocco, Messico, Brasile, Russia, Senegal, Rwanda, Sri Lanka, Germania, Cile, Italia. La BPC nasce come simbolo artistico della convivenza e della non violenza, della creatività e della metamorfosi culturale, per la definitiva consacrazione di Genova città multietnica. Formata da 16 musicisti, la banda è un ensamble di giovani provenienti dai cinque continenti e che risiedono nel capoluogo ligure.
Si fanno portavoce d'integrazione e testimoni delle tradizioni dei loro paesi fondendo, in un sound incalzante e prorompente, i ritmi cubani delle congas, quelli africani della darabouka e del djembe, le voci rap delle metropoli, le melodie vocali dell'Europa dell'est, del Brasile, dell'India e dell'Italia, i magici arpeggi della kora, l'arpa africana, e tanti altri strumenti che dialogano e si fondono. Il flusso sonoro è corredato da interventi di danza.
Già dal loro primo esordio, nell'aprile del 2007 a Palazzo Ducale in occasione della Festa di Liberazione, con la potenza delle percussioni e l'incanto delle voci hanno riscosso un notevole successo di pubblico e critica, ottenuto anche in diverse città e importanti festival. Un nuovo viaggio musicale dai forti contenuti sociali diretto ed ideato da Davide ferrari, prodotto da Echo Art e sostenuto dal Comune di Genova
La BPC è composta da: Yana Odintsova (voce, danza), Nadesh Joythimayananda (voce, danza), Jennifer Villa (voce), Tatiana Zakharova (voce), Albert Sardei (voce, keybords), Kasun Mawasinha (batteria, electronic percussions), Abdel-rrazaq El Aidi (voce, darbouka, bongos, qaraqqeb), Pino Parello (basso & fretless bass), Olmo Manzano Anorve (congas, batà, sonagli, timbales), Bassirou Bass (tama, sabar, doum doum), Cheikh Fall (kora, djembee), Elias Salvini (tromba, percussioni), Kiangpo Hau (chitarra), Matteo Scuro (danza, shaker), Daniele Adrianopoli (sound mixer). Direzione musicale di Davide Ferrari (voce, theremin, bamboo sax, jew’s harps, hang).

Judith Mateo
Figlia adottiva della Nazione Celta, viene dalle terre dove i mulini e la pianura della Mancha dominano il paesaggio, e unisce la sua passione per questa cultura con l’armonia del suo violino. Dalla natale Cuenca, ha esportato le sue melodie in gran parte della geografia spagnola e sulle scene internazionali. I suoi brani prendono spunto da versioni tradizionali e temi propri. L’armonia del violino si unisce al bodhran, le tastiere, le chitarre elettriche, il basso e la batteria suonati dai migliori musicisti spagnoli. Ne risulta uno spettacolo in cui la tradizione celtica si fonde coi ritmi più attuali, come il funky o lo ska, dando spazio pure a influssi orientali, arabi e meticci.
Parlare di musica celtica nelle Asturie, vuol dire parlare di grandi musicisti e interpreti, di bande di gaiteros, di voci malinconiche, di tradizione mescolata coi ritmi della modernità. Due passioni sono la chiave per comprendere questa donna dalla solida formazione musicale: quella per l’insegnamento (è insegnante di violino), e la musica irlandese, a cui si è avvicinata negli anni in cui completava la propria formazione come primo violino dell’orchestra Sinfonica dell’Università di Waterford.
La sua opera in aiuto al popolo Saharaui la porta a organizzare concerti benefici nel Sahara algerino con artisti locali e internazionali, come nel marzo del 2008 al Festival Música y Teatro organizzato dal Ministero della Cultura spagnolo e altre organizzazioni. Ha lavorato per molte stagioni con Red de Teatros e Università di Castilla-La Mancha e altri organismi pubblici, con diversi programmi di supporto culturale alle popolazioni della sua regione.
Si è esibita in tutta la Spagna, partecipando a festival importanti quali il Festival Celta di Collado–Villalba (Madrid), Folkomillas (Cantabria), Festival Pecata Minuta (San Javier, Murcia), Festival Alamar Culturas Mediterráneas (Almería), alla programmazione musicale del quinto centenario del Don Chisciotte, così come in alcuni dei più rinomati teatri e auditorium nazionali.

Info: Cooperativa sociale Itaca
www.itaca.coopsoc.it
www.folkest.com