Massimo Castri porta in scena Le tre sorelle di Cechov al Verdi di Padova

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[img_assist|nid=12496|title=|desc=|link=none|align=left|width=130|height=130]PADOVA - La Stagione di Prosa 2007-2008 prosegue al Teatro Verdi di Padova con Tre sorelle, di Anton Čecov per la regia di Massimo Castri, che resterà in cartellone dal 26 febbraio al 2 marzo. Le scene e i costumi sono di Maurizio Balò e le luci di Gigi Saccomandi. Un ritorno a Čechov a distanza di vent’anni, dopo Il gabbiano che gli valse il premio Ubu e dopo aver lavorato sui grandi autori del teatro, da Euripide a Pirandello, da Ibsen a Strindberg. Massimo Castri mette in scena Tre sorelle, prodotto dal Teatro di Roma, che egli stesso definisce: il testo più bello e duro di Cechov e al quale riconosce, a distanza di un secolo dalla sua apparizione, una sorprendente attualità, un testo che secondo le sue parole ci racconta in tutta la nostra incapacità di vivere il presente e di costruire il futuro; insomma una porta spalancata sul ‘900 con più durezza e minaccia di Ibsen e di Strindberg. E ancora: I testi, che scelgo, ovviamente, corrispondono ad una mia[img_assist|nid=12497|title=|desc=|link=none|align=right|width=640|height=427] poetica e ad una mia propensione per un ambito di confine; testi, cioè, che si pongono e nascono dentro la crisi o il cambiamento di un mondo e cercano forme nuove per raccontare questo cambiamento. Euripide e Čechov, pur nella loro grande lontananza, sono attraversati da questa tensione comune, un teatro della crisi che intreccia, in un laboratorio di altissimo livello, lo smantellamento delle vecchie forme con la ricerca di nuove forme per nuovi modi di essere di umanità e società. In questo testo corale che presenta, nel corso dei quattro atti, quattro tranche de vie, quattro istantanee di vissuto quotidiano, segmenti di un’esistenza qualunque, si può leggere in profondità la rappresentazione di un’umanità che oscilla tra passato e futuro come tra due età dell’oro che non esistono. Cechov, attraverso un realismo che si radicalizza, diventa cioè “ipersignificante” e simbolico, dipinge il ritratto freddo e ironico di una comunità inconsapevole in marcia verso il niente. In una città di provincia vivono le sorelle Prosorov: Ol'ga, Mascia e Irina. Con loro il fratello Andrej. Svanite le prime speranze giovanili e il progetto di andare a Mosca, matura insensibilmente l'epilogo che fissa le linee di un grigio destino. Ol'ga invecchia sola. Mascia non ama il marito, il maestro Kulygin. Andrej è l'infelice marito dell'insensibile, rozza e presuntuosa Natal'ja. Nell'ultimo atto Mascia, che si era innamorata dello sposato colonnello Versinin, deve congedarsi da lui, trasferito altrove. Muore in un inutile duello il barone Tuzenbach, che Irina aveva accettato per marito. Le tre sorelle si separano, lasciando Andrej nella casa familiare con l'arrogante Natal'ja e i figli. Stagione di Prosa 2007-2008 Dal 26 febbraio al 2 marzo 2008, ore 20:45 domenica 2 marzo, ore 16:00 Teatro Verdi, via dei Livello, 32 - PADOVA Tre sorelle di Anton Cechov regia di Massimo Castri musiche di Arturo Annecchino. Una produzione del Teatro di Roma scene e costumi Maurizio Balò, luci Gigi Saccomandi Con Roberto Baldassarri, Paolo Calabresi, Claudia Coli, Milutin Dapcevic, Angelo Di Genio, Miro Landoni, Mauro Malinverno, Laura Pasetti, Sergio Romano, Bruna Rossi, Roberto Salemi, Renato Scarpa, Alice Torriani. Biglietti: Platea: interi € 27; ridotti € 23; giovani € 15 1° ordine: interi € 24 ; ridotti € 21; giovani € 12 2° ordine: interi € 22; ridotti € 19; giovani € 10 Galleria: interi € 10; ridotti € 8 ; giovani € 7 Info: tel. 04987770213-8777011