Paolo Fresu, Dhafer Youssef e Eivind Aarset al Rumors Festival 2013

E20
Giovedì 20 giugno il trio nella suggestiva cornice del Teatro Romano di Verona

VERONA - Giovedì 20 giugno 2013, al Teatro Romano di Verona, per la seconda serata del Rumors festival va in scena il Fresu, Youssef & Aarset Trio. Il trombettista Paolo Fresu, con questo trio di magico e ipnotico minimalismo, ci porta a vivere un’incredibile avventura sonora giocata sulle possibilità d’immagine che la musica può raramente offrire a questo livello.

Si deve a un soggiorno scandinavo di Dhafer Youssef ed all’attività di Paolo Fresu di organiz - zatore del Festival Time in Jazz di Berchidda, suo paese natale, dove Eivind Aarset suonò nel quartetto di Nils Petter Molvaer (appare anche negli album Khmer e Solid Ether del trombetti - sta, che per primi introdussero il suono del jazz norvegese in Europa), questo sconfinamento a latitudini impensabili del bellissimo duo del trombettista di Berchidda e del musicista tunisino in un trio che nasce con gli stessi presupposti di quella prima unione: spontaneità e scambio; la naturalezza dell’arte sinceramente praticata, capace di fondere nel crogiuolo della creatività intenti individuali nonché tradizioni distanti per luogo e tempo.

“ Ogni concerto è un viaggio - dice Paolo Fresu, in perfetta consonanza con la visione musicale di Eivind - non c’è un punto a cui si debba per forza approdare. Ci sono le composizioni e molta improvvisazione; non ci sono veri assoli, si utilizzano dei cicli, e quel che conta è l’energia collettiva, è che i musicisti siano davvero coinvolti, è l’equilibrio fra di loro.” E, ancora: “Quando si suona, ci vuole sempre una parte di dubbio. Se si sa già troppo dove si andrà, la musica non avrà la stessa intensità. Essere musicisti – ovviamente in questo senso - non è un mestiere. ” Paolo Fresu inizia lo studio dello strumento all’età di 11 anni nella Banda Musicale del pro - prio paese natale e dopo varie esperienze di musica leggera scopre il jazz nel 1980 ed inizia l’attività professionale nel 1982 registrando per la RAI sotto la guida del M° Bruno Tommaso e frequentando i Seminari di Siena jazz. Nel 1984 si diploma in tromba presso il Conservatorio di Cagliari e nello stesso anno vince i premi RadioUno jazz, Musica jazz e RadioCorriere TV come miglior talento del jazz italiano.

Nel 1990 vince il premio Top jazz indetto dalla rivista “Musica jazz” come miglior musicista italiano, miglior gruppo (Paolo Fresu Quintet) e miglior disco (premio Arrigo Polillo per il disco Live in Montpellier), nel 1996 il premio come miglior musicista europeo attraverso una sua opera della Académie du jazz di Parigi ed il prestigioso Django d’Or” come miglior musicista di jazz europeo e nell’anno 2000 la nomination come miglior musicista internazionale. Solo i primi, in una lunga serie di riconoscimenti che proseguono nel presente musicale. Docente e responsabile di diverse importanti realtà didattiche nazionali e internazionali, ha suonato in ogni continente e con i nomi più importanti della musica afroamericana de - gli ultimi 30 anni: F. D’Andrea, G. Tommaso, B. Tommaso, T. Ghiglioni, E. Rava, A. Salis, E. Pieranunzi, G. Gaslini, GL. Trovesi, R. del Fra, A. Romano, G. Ferris, J. Taylor, K. Wheeler, P. Danielsson, J. Christensen, G. Mulligan, B. Brookmayer, D. Liebman, K. Berger, D. Holland, R. Beirach, J. Zorn, J. Abercrombie, H. Merril, R. Towner, R. Galliano, M. Portal, T. Gurtu, J. Lee, Gunther Schüller, P. McCandless, J. Hall, L. Soloff, Uri Caine, Ralph Towner, Gil Evans Orchestra, Toots Thielemans, Omar Sosa, Carla Bley, Steve Swallow, ecc.

Ha registrato oltre trecentocinquanta dischi di cui quasi un centinaio a proprio nome o in leadership ed altri con collaborazioni internazionali (etichette Francesi, Tedesche, Giap - ponesi, Spagnole, Olandesi, Svizzere, Canadesi, Greche) spesso lavorando con progetti misti come Jazz-Musica etnica, World Music, Musica contemporanea, Musica Leggera, Musica antica, ecc.. collaborando tra gli altri con M. Nyman, E. Parker, Farafina, O. Vanoni, Alice, T. Gurtu, G. Schüller, Negramaro, Stadio, ecc. Molte sue produzioni discografiche hanno ottenuto prestigiosi premi sia in Italia che all’estero. Nel 2010 ha aperto la sua etichetta discografica Tŭk Music . Dirige il Festival Time in jazz di Berchidda, del festival di Bergamo ed è direttore artistico e docente dei Seminari jazz di Nuoro. E’ stato più volte ospite in grandi organici quali la G.O.N. - Grande Orchestra Italiana, l’ONJ - Orchestra nazionale di jazz francese, la NDR - orchestra della Radio tedesca di Amburgo, l’italiana Instabile Orchestra, la PJMO dell’Auditorium/Parco della Musica di Roma, l’Orchestra Sinfonica della Rai e l’Orchestra dell’Arena di Verona . Ha coordinato, inoltre, numerosi progetti multimediali collaborando con attori, danzatori, pit tori, scultori, poeti, ecc. e scrivendo musiche per film, documentari, video o per il Balletto o il Teatro. Oggi è attivo con una miriade di progetti che lo vedono impegnato per oltre duecento concerti all’anno, pressoché in ogni parte del globo.

Vive tra Parigi, Bologna e la Sardegna. Il chitarrista Eivind Aarset , conquistato alla chitarra da Jimi Hendrix con fertile passaggio nell’heavy metal (una fantastica esperienza), apparso in più di 150 altri album di musicisti di diversa estrazione come Ray Charles, Dee Dee Bridgewater, Ute Lemper, Ketil Bjornstadt, Mike Mainieri, Arlid Andersen, Abraham Laboriel e Django Bates, oltre che negli album di Nils Petter Molvaer e del guru delle tastiere Bugge Wesseltoft, è da molto una delle voci più creative, particolari ed eccitanti nella scena dell’underground jazz norvegese e, da ultimo, con i suoi album Electronique Noir e Light Extracts, una delle voci-chiave del Nu-jazz europeo. 
La sua musica è un’istantanea dei suoni più nuovi che si possano trovare nel jazz, che miscelano l’improvvisazione con ritmi della cultura europea da club, e che esplorano il potenziale di una musica così nuova che non ha ancora determinato nessuna frontiera o regola e i cui unici limiti sono i limiti dell’immaginazione. 
Quello che mi ha condotto a questa musica è il groove ipnotico e la libertà musicale che vi trovavo: non ci sono regole prestabilite o una tradizione in cui mi muova, posso creare le regole man man che procedo. Il ritmo è il centro della musica, il paesaggio attraverso cui viaggia il solista è un territorio inesplorato e non ho idea di dove la scena andrà a finire, ma ci sono un sacco di grandi suoni e di musica nuova, che si creano rendendo lo scenario veramente eccitante. Una voce nuova nel jazz contemporaneo intenzionata a portare la musica a un livello d’intensità, di profondità e di esaltazione ulteriore. Una musica pensata veramente per il nuovo millennio.

Nato a Teboulba, in Tunisia, nel 1967, dal 1990 Dhafer Youssef, compositore, cantante dall’e stensione straordinaria e suonatore di oud, stupefacente connubio di gioiosa estroversione e di grazia ascetica, dispiritualità profonda e di coinvolgente comunicatività , vive e lavora a Vienna. Da allora si è esibito in tutta Europa e ha suonato con Renaud Garcia-Fons, Markus Stockhausen, Carlo Rizzo, Paolo Fresu, Jamey Haddad, Tom Cora, Nguyên Lê, Jatinder Thakur, Sainkho Namchylak, Paolo Fresu, Arto Tuncboyacian, Linda Sharrock, Wolfgang Puschnig, Christian Muthspiel, Iva Bittovà e molti altri improvvisatori che hanno una concezione simile alla sua di musica del mondo. Ha suonato con Nils Petter Molvaer e con Marilyn Mazur e Bill Laswell, il famoso bassista e produttore, l’ha voluto al World Festival of Sacred Music a Hiroshima, nel maggio 2001. Canta nello stile musicale della tradizione sacra islamica dall’età di 5 anni ed è cultore del grandissimo cantante sufi Nusrat Ali Khan.
Con gruppi a proprio nome ha inciso, tra gli altri, Malak, per la Enja, che, accostando in un ampio ventaglio di colori lirismo arabo, potenza ritmica, for za visionaria, influenze multiculturali e improvvisazioni jazz, ha aperto la strada ad una nuova definizione di incontro tra Oriente e Occidente, e Electric Sufi, prodotto e inciso tra New York, Colonia e Parigi con un ensemble eccellente: Will Calhoun, Doug Wimbish, Dieter Ilg, Mino Cinelu, Wolfgang Muthspiel, Markus Stockhausen, Deepak Ram al bansuri.

Estate Teatrale Veronese 2013 - Rumors Festival 2013 - Illazioni vocali

Giovedì 20 giugno 2013, ore 21:00

Teatro Romano, Regaste Redentore 2 - VERONA

 Paolo Fresu, Dhafer Youssef e Eivind Aarset in concerto

Paolo Fresu, tromba e flicorno
Dhafer Youssef, voce e oud
Eivind Aarset, chitarra

Biglietti: platea numerata € 25,00 platea ridotta over 65 e under 26 € 20,00 gradinata € 15,00 gradinata ridotta € 12,00 gradinata ridotta over 65 e under 26 € 10,00

Info: Estate Teatrale Veronese - Comune di Verona
Tel. 045 8077201
spettacolo@comune.verona.it
www.estateteatraleveronese.it