Roma e i Barbari a Palazzo Grassi: all’inseguimento delle nostre radici culturali

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[img_assist|nid=11842|title=|desc=|link=none|align=left|width=130|height=130]VENEZIA – E’ stata inaugurata, nella prestigiosa cornice di Palazzo Grassi, la nuova mostra intitolata Roma e i Barbari: la nascita di un nuovo mondo. Tutti sappiamo come l’autorevolezza di tale sede sia frutto di anni di mostre ad altissimo livello, riconosciute su scala internazionale, sempre all’insegna dell’eccellenza.

L’esposizione, curata da Jean-Jacques Aillagon e suddivisa in trentuno sale, è un’occasione unica e rara per poter ammirare dei pezzi di assoluto valore artistico e per approfondire un aspetto del periodo in questione troppe volte trattato con superficialità e poco rispetto per la verità storica.

Spesso abbiamo guardato Roma e il suo Impero con un atteggiamento di ammirazione esclusiva, mentre tutto ciò che gli era sottomesso o estraneo lo abbiamo ammantato di una grigia patina di disprezzo o indifferenza.

Muovendoci con attenzione e rispetto nei magnifici saloni del palazzo veneziano, ci si può rendere conto come questo nostro modo – scolastico - di studiare le cose sia alquanto limitato e si possono cogliere moltissimi aspetti ricchi e interessanti, germi che incuriosiscono e stimolano l’interesse e l’approfondimento.

Come dice François Pinault, Presidente di Palazzo Grassi, la mostra rievoca un periodo complesso, segnato dall’incontro di civiltà, dall’apertura, dalla mescolanza di culti e tradizioni, dalla diffusione delle conoscenze, dall’arricchimento reciproco e la diversità culturale, testimonia la forza senza tempo e universale dell’arte che trae origine nella notte dei tempi.

Sì, perché se sui libri scolastici siamo abituati ad avere un unico ed indifferenziato punto di vista (quello di Roma e del suo Impero), qui capiamo come gli altri, quei Barbari omologati e indistinti, tutti accomunati dalla loro presunta inciviltà, in realtà possedevano caratteri ben determinati e organizzazioni sociali, nonché spessori artistici frequentemente – e colpevolmente- ignorati. Aspetti che hanno influenzato, anzi determinato (aggiungendosi, sovrapponendosi), molte delle caratteristiche dell’Impero; segni indelebili che spesso sono giunti fino a noi attraverso i secoli.

Un percorso organico e sviluppato cronologicamente (dal 58 a.C., quando Cesare sottomise la Gallia, al 1000 d.C., quando Stefano I divenne i, primo re cristiano d’Ungheria), molto ben disposto e di semplice avvicinamento (anche per[img_assist|nid=11843|title=|desc=|link=none|align=right|width=478|height=640] un pubblico spesso distratto come quello delle comitive scolastiche), alleggerito nei testi (sempre chiari, puntuali e incisivi) ci conduce per mano lungo la Storia; un’avventura elettrizzante e con sorprendenti agganci alla nostra realtà. L’immigrazione è solo un danno? La storia è solo un ricco, ma polveroso patrimonio?

Attraverso monili di straordinario impatto estetico e raffinatissima fattura (alcuni dei quali provenienti dai Civici Musei di Udine e dal Museo Archeologico di Cividale), dipinti, sculture (sarcofagi, busti, …), ripercorriamo il ciclo di una storia che si ripete, diversa ma uguale, sotto i nostri occhi di curiosi spettatori della vita, speranzosi in un futuro dove l’integrazione possa essere gestita e riconosciuta nella suo reale e forte impatto educativo.

Una mostra moderna, senza fronzoli, elegante e di grande impatto culturale.

 Dal 26 gennaio al 20 luglio 2008  

Palazzo Grassi, Salizzada San Samuele 3231 - VENEZIA

 Roma e i Barbari, la nascita di un nuovo mondo

A cura di Jean-Jacques Aillagon

 Info: tel. 0415231680

 www.palazzograssi.it