UniMob: il trasporto pubblico all'Università di Trieste

Uni TS
L’unica alternativa possibile per una mobilità cittadina ecosostenibile

 TRIESTE - Per la maggioranza dell’utenza universitaria, il trasporto pubblico è l’unica alternativa disponibile per risolvere la criticità della mobilità urbana nel rispetto di obiettivi ambientali.

Questo è quanto emerge dall’analisi dei risultati del questionario UniMob: 70 domande somministrate all’utenza universitaria con l’obiettivo di quantificare ogni aspetto che riguarda la mobilità da e verso l’Ateneo.

Per quanto riguarda il giudizio dell’utenza universitaria sul trasporto pubblico locale, in generale esso risulta essere molto positivo sui fattori qualità (confort, orari, puntualità) e sicurezza. 
Un altro dato interessante che emerge dall’indagine è che tra i non residenti a Trieste (più della metà dell’utenza) la maggioranza afferma che il trasporto pubblico triestino è migliore rispetto a quello della propria città.

“Un giudizio sostanzialmente molto positivo quindi, anche se non mancano spunti per incrementare ulteriormente le prestazioni del servizio e la sua attrattività. Il lavoro del Team di Umimob sarà particolarmente impegnato proprio in tale direzione nei prossimi mesi.”, commenta il direttore del progetto Prof. Giovanni Longo.

Accanto al favore incontrato, il trasporto pubblico però sembra soffrire di alcune carenze, generalmente condivise soprattutto tra la popolazione studentesca, più che tra i dipendenti dell’Università.
Tra gli spunti più interessanti vale ricordare che la stragrande maggioranza degli studenti lamenta la scarsità o, in alcuni casi, addirittura l’assenza, di autobus nella fascia serale e notturna, tanto da relegare “sul colle” gli studenti che vivono nelle strutture e negli appartamenti adiacenti alla sede centrale. 
Questo dato si accompagna ad un altro risultato, che afferma che nella pianificazione del servizio di trasporto pubblico andrebbe data maggiore attenzione alla popolazione universitaria potenziando ad esempio i collegamenti tra le sedi, verso la sede centrale nelle ore di punta (nelle quali si lamentano livelli di affollamento non accettabili), ed infine migliorando l’integrazione tra le modalità di trasporto (ad esempio treni-autobus).

Un altro tema molto caldo è costituito dalla tariffazione, che sembra essere percepita come inadeguata alle esigenze dell’utenza universitaria: in un’ottica di ottimizzazione si preferirebbe pagare un po’ meno per un biglietto con una durata inferiore.