Bilancio più che positivo per l'edizione 2013 del Festival Dedica

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PORDENONE - Bilancio più che positivo per la 19.edizione del Festival Dedica, incentrato quest’anno sullo scrittore spagnolo Javier Cercas. Dopo due settimane, la rassegna organizzata dall’associazione Thesis, sabato sera si è congedata dal pubblico con il concerto Flores y libertad, viaggio fra i canti d’amore e libertà della tradizione ispanica, progetto musicale costruito dal musicista friulano Claudio Cojaniz, sul palco del Convento di San Francesco in trio con Alessandro Turchet e Luca Colussi, ospite al violino Maria Vicentini.

Ancora una volta la sala era gremita e così è stato per tutti gli incontri del festival, a conferma della stima e dell’affetto di cui Dedica gode e segno del successo che continua a riscuotere l’originale formula dell’approfondimento su un unico autore e sul suo mondo.
Come hanno spesso sottolineato sia il presidente di Thesis Gianfranco Verziagi sia la curatrice del festival Annamaria Manfredelli, Dedica, una delle manifestazioni di eccellenza nel panorama culturale regionale, è una delle iniziative preziose che contribuisce a costruire l’ossatura di un sistema di relazioni che rende Pordenone una città straordinaria, aperta, apprezzata in Europa e nel mondo.

A questo proposito, appare estremamente significativo l’articolo El milagro de Pordenone, che è apparso ieri nel blog (www.fueradeljuego.josemanuelfajardo.com) di uno dei tanti ospiti che in questi giorni hanno festeggiato Cercas a Pordenone, lo scrittore e giornalista spagnolo José Manuel Fajardo. Pordenone – scrive - è una piccola città italiana a un’ora d’auto da Venezia. Bella come di solito sono sempre le città italiane, ma non sconcertante. Di una bellezza umana, vicina.
Lì, nel corso di due settimane, si è svolto il festival
Dedica, che ha l'originalità di essere dedicato ogni anno a un solo scrittore: Paul Auster, Maalouf, Amos Oz, Soyinka… e questa volta l’invitato era Javier Cercas.  Lì, evento dopo evento, lettura dopo lettura, alla mostra fotografica di Daniel Mordzinski sul mondo letterario e personale dell’autore di Soldati di Salamina (che rimarrà aperta fino al 30 aprile negli Spazi espositivi di via Bertossi) e alla proiezione del film, le sale si sono affollate di un pubblico entusiasta e di lettori. Perché a Pordenone, - conclude Fajardo - oltre a un ventaglio di splendidi ristoranti, quello che c'è sono le librerie.
Decine di librerie. Una città che gode collettivamente della letteratura e che economicamente vive di cultura. Un vero miracolo di intelligenza.

Incontri sempre affollati, accoglienza affettuosa per Cercas e i suoi ospiti in ogni circostanza, un riscontro straordinario per il festival del quale si sono occupate tutte le maggiori testate nazionali e non solo, i libri del protagonista e dei suoi colleghi andati a ruba ad ogni appuntamento: sono questi i successi di Dedica, anche se ciò di cui il festival va più fiero è il grande coinvolgimento dei giovani.

In particolare, alle varie iniziative di Dedica scuola, culminate nell’incontro esclusivo con il protagonista, hanno partecipato quest’anno 13 classi e un gruppo interclasse degli istituti Pertini, Leopard-Majorana e Grigoletti di Pordenone, gli istituti Sarpi e Le Filandiere di San Vito al Tagliamento. Non solo. Affascinati da un primo incontro con Bruno Arpaia, lo scrttore e ispanista che ha “guidato” quest’anno il pubblico alla scoperta di Cercas, alcune classi dello scientifico Grigoletti hanno chiesto ad Arpaia un incontro “extra” per approfondire i contenuti del suo libro L’energia del vuoto.
E tutto ciò è accaduto nonostante il drastico taglio del sostegno economico della Regione al festival, giunto in fase organizzativa avanzata, che ha ovviamente imposto sacrifici ed economie: per dirla con le parole di Fajardo è davvero el mllagro de Pordenone.

Info: Thesis Associazione Culturale
Info: tel 0434 26236
info@dedicafestival
www.dedicafestival.it
 

Foto Luca d'Agostino